Ucraina, Putin prepara il vertice con Trump e Xi: Zelensky rischia di restare fuori

Putin propone un vertice con Trump e Xi per discutere la pace in Ucraina. L'incontro potrebbe tenersi a novembre, ma Trump non ha accettato.

Ucraina, Putin prepara il vertice con Trump e Xi: Zelensky rischia di restare fuori

Da un lato, il riavvicinamento con Donald Trump, culminato in un accordo commerciale sul gasolio; dall’altro, la possibilità di sfruttare la lite tra il presidente americano e Volodymyr Zelensky, che sta accelerando il disimpegno americano. Vladimir Putin sembra deciso a dare scacco matto al presidente ucraino, capitalizzando al massimo una situazione diplomatica che, di colpo, a causa delle decisioni del tycoon, inizia a sorridergli. Così lo zar, deciso a ottenere il massimo dal conflitto ucraino e nel tentativo di mostrarsi “aperto al dialogo”, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, avrebbe proposto un vertice trilaterale con il presidente degli Stati Uniti e il leader cinese Xi Jinping per discutere della fine delle ostilità tra Mosca e Kiev.

Un summit che, secondo il quotidiano, potrebbe tenersi a novembre e avrebbe come principale scopo quello di negoziare una fine del conflitto favorevole a Mosca. Difficile dire se un vertice simile possa risolvere la situazione; anzi, è più che lecito dubitarne. La trattativa, infatti, si svolgerebbe senza la partecipazione di Volodymyr Zelensky, che si troverebbe quindi a dover valutare un eventuale accordo di pace, per giunta negoziato alle spalle di Kiev da tre leader i cui Paesi, per ragioni diverse, intrattengono rapporti più stretti con Mosca che con l’Ucraina.

Quando potrebbe tenersi l’eventuale trilaterale? Secondo il Wall Street Journal, che sottolinea le preoccupazioni degli europei per un formato negoziale di questo tipo, l’appuntamento potrebbe esserci già a novembre. Del resto, come riferisce il quotidiano citando un ex funzionario dell’intelligence russa, Putin ha avanzato l’idea del vertice a tre durante una telefonata con Trump il 9 ottobre.

La stessa conversazione avrebbe portato anche a un accordo che prevede l’acquisto di gasolio russo da parte degli Stati Uniti, oltre a misure volte a facilitarne la commercializzazione sui mercati internazionali.

Ucraina, Putin prepara il vertice con Trump e Xi: Zelensky rischia di restare fuori

Che qualcosa si stia smuovendo e che non si tratti soltanto di indiscrezioni giornalistiche lo conferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha dichiarato che sono in corso discussioni su un possibile incontro. “Non c’è ancora una visione chiara sull’incontro in sé o sui suoi potenziali punti all’ordine del giorno, sebbene tutte e tre le parti riconoscano la possibilità, ancora ipotetica, che un incontro del genere possa avere luogo”, ha detto al Wall Street Journal.

Un alto funzionario statunitense ha precisato che Trump non ha ancora dato il suo assenso a un vertice del genere. Tuttavia, secondo la stessa fonte, il presidente potrebbe mostrarsi aperto all’idea, dato il suo desiderio di mantenere la promessa elettorale di porre fine alla guerra. Secondo fonti informate sulle trattative, il Cremlino ha suggerito di tenere il dialogo trilaterale a margine del prossimo vertice dell’APEC, previsto per il 18 e 19 novembre a Shenzhen, importante polo tecnologico della Cina meridionale.

Secondo gli analisti, un summit a tre sul suolo cinese rappresenterebbe un passo significativo per Xi, nell’ambito dei suoi sforzi per rafforzare il ruolo di Pechino come mediatore diplomatico di primo piano. Funzionari russi hanno avanzato la proposta a Pechino attraverso i canali diplomatici: secondo fonti vicine alle discussioni, la Cina avrebbe fatto sapere di non opporsi all’iniziativa, purché Trump fosse d’accordo.

“La Cina vuole essere vista come il perno tra le grandi potenze e, potenzialmente, come mediatrice tra Stati Uniti e Russia”, ha osservato Yun Sun, direttrice del programma sulla Cina dello Stimson Center, think tank di Washington. In passato, Putin ha già proposto un trilaterale sia a Trump sia a Xi: questa volta, tuttavia, la proposta giunge in una fase in cui i rapporti tra Mosca e Washington sembrano aver imboccato una nuova traiettoria.