Decreto Bollette, cosa cambia davvero per i prezzi di luce e gas: quando parte lo sconto e di quanto sarà

L'accordo con l'Ue sul decreto Bollette permette al governo di introdurre un tetto al prezzo: quando arrivano e di quanto saranno gli sconti.

Decreto Bollette, cosa cambia davvero per i prezzi di luce e gas: quando parte lo sconto e di quanto sarà

L’accordo tra il governo e la Commissione Ue sul decreto Bollette si potrebbe trasformare presto in uno sconto per famiglie e imprese. Le tariffe, infatti, dovrebbero scendere grazie alla proposta di fissare un tetto al prezzo del gas pagato dalle centrali termoelettriche. È proprio questo il meccanismo che il governo vuole introdurre per poi portare a un sconto diretto sulle bollette.

Negli scorsi giorni il governo ha annunciato l’accordo trovato con la Commissione: questa intesa permette di fissare un price cap, seguendo quanto già fatto – sempre tramite un accordo con l’esecutivo comunitario – nel 2022 da Spagna e Portogallo. L’intesa preliminare con la Commissione permette quindi al governo di lavorare sul decreto Bollette, ma quali sono i tempi e quale sarà l’entità dello sconto per famiglie e imprese?

Quando arriverà lo sconto in bolletta?

Non sarà una misura che partirà in tempi brevi, perché all’accordo politico – che è stato annunciato dal governo a margine del Consiglio europeo della scorsa settimana – dovrà seguire un compromesso tecnico e la redazione di un nuovo decreto. Difficile, in questo caso, conoscere i tempi, ma è probabile che se ne parli verso la fine dell’anno con l’obiettivo di far partire lo sconto dall’inizio del 2027, anno peraltro del voto politico. Con l’incognita dei tempi della verifica dell’Antitrust europea che potrebbe far slittare tutto e potrebbe indurre il governo ad accelerare nelle prossime settimane.

Di quanto scendono le bollette grazie all’accordo con l’Ue

L’obiettivo fissato dal governo italiano è quello di stabilire un price cap sul prezzo del gas, che potrebbe essere intorno ai 60 euro al megawattora e durare per almeno un anno. Non è ancora stato stabilito il valore del tetto al prezzo, ma sicuramente si punta a scendere rispetto all’attuale costo di mercato, superiore agli 80 euro al megawattora. Se si arrivasse davvero a quota 60, vorrebbe dire circa 25 euro in meno al megawattora.

Gli effetti sarebbero praticamente immediati per le famiglie che hanno un contratto a prezzo variabile indicizzato al prezzo unico nazionale: attualmente, infatti, risentono maggiormente dei picchi dei prezzi sul mercato internazionale. Secondo alcune stime tecniche, il price cap potrebbe portare risparmi attorno al 10% del prezzo. E a beneficiarne sarebbero anche le imprese, che secondo il ministero dell’Ambiente potrebbero risparmiare circa 1,3 miliardi.