Ex Ilva, i lavoratori occupano l’aeroporto di Genova: contestano la richiesta dei commissari di ricorrere alla cassa integrazione

I lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano occupano l'area partenze dell'aeroporto di Genova contro la richiesta di cassa integrazione

Ex Ilva, i lavoratori occupano l’aeroporto di Genova: contestano la richiesta dei commissari di ricorrere alla cassa integrazione

Si sono dati appuntamento nella zona imbarchi del Cristoforo Colombo, l’aeroporto di Genova, e hanno occupato l’area delle partenze. È successo questa mattina, quando i lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano hanno deciso di protestare nello scalo ligure contro la richiesta di cassa integrazione avanzata dai commissari di Acciaierie d’Italia.

Stando a quanto si apprende, i lavoratori si sono riuniti in assemblea intorno alle 7 davanti alle portinerie dello stabilimento, per poi dare vita a un corteo che ha raggiunto l’aeroporto Cristoforo Colombo. Qui, al grido di “Lavoro, lavoro”, hanno occupato l’area delle partenze.

“Dichiariamo l’aeroporto occupato finché il governo non ci darà una risposta molto chiara”, ha detto al megafono Armando Palombo, componente della Rsu Fiom Cgil dello stabilimento Acciaierie d’Italia di Cornigliano, dopo che gli operai hanno fatto irruzione nell’area delle partenze dello scalo genovese.

Ex Ilva, i lavoratori occupano l’aeroporto di Genova

“Non vi faremo chiudere Ilva Genova”: è la scritta che campeggiava sul lungo striscione in testa al corteo, al quale hanno preso parte anche alcune delegazioni di studenti e che si è concluso con l’occupazione dell’aeroporto.

A prendere posizione è stato il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, che, dopo aver incontrato i lavoratori all’interno dello scalo, ha dichiarato: “Genova vuole continuare a lavorare. Bisogna che ci sia un messaggio molto chiaro: l’accordo che è stato fatto mercoledì sera continua ad andare avanti. Se Taranto dovesse chiudere, il materiale conto terzi deve arrivare allo stabilimento di Genova, che deve continuare a lavorare. Noi qui a Genova faremo tutto il possibile affinché la situazione venga gestita nel modo migliore possibile”.

La posizione del Pd

“Questa mattina siamo stati accanto alle lavoratrici e ai lavoratori dell’ex Ilva, prima ai cancelli dello stabilimento e poi nel corteo che ha raggiunto l’aeroporto, per sostenere una mobilitazione che nasce dalla preoccupazione per il futuro occupazionale e industriale del sito di Genova. La lettera dei commissari sulla cassa integrazione, in contraddizione con le rassicurazioni arrivate dal governo, rappresenta un tradimento delle promesse fatte inaccettabile nei confronti di chi da troppo tempo attende risposte concrete. Quanto sta accadendo è vergognoso”.

A dichiararlo in una nota sono i deputati liguri PD Alberto Pandolfo e Valentina Ghio, oggi in corteo insieme ai lavoratori. Gli stessi fanno notare come “ai lavoratori sono state fatte promesse precise, ma ancora una volta alle parole non seguono i fatti. Il governo ha il dovere di intervenire immediatamente e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità”. Poi, rivolgendosi all’azienda, chiedono di “tornare sui propri passi”, ritirando “la comunicazione sulla cassa integrazione per Genova e fornendo garanzie reali”.