Se c’è un punto su cui tutti sono d’accordo è che la guerra in Ucraina deve finire. Il problema, però, è come riuscirci e a che prezzo. L’ultima proposta, come riporta il Wall Street Journal, arriva da Mosca: il presidente russo Vladimir Putin avrebbe proposto un vertice trilaterale con Donald Trump, sempre più in rotta di collisione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e Xi Jinping per trattare la pace.
Un summit che, ipotizza il quotidiano, potrebbe tenersi a novembre e avrebbe come principale scopo quello di negoziare una fine del conflitto favorevole al Cremlino. Difficile dire se un vertice simile possa risolvere la situazione; anzi, è più che lecito dubitarne, visto che la trattativa si svolgerebbe senza la partecipazione di Kiev. La proposta di Putin, prosegue il Wall Street Journal, sarebbe stata formulata lo scorso 9 ottobre durante una telefonata con Trump.
Che la conversazione tra i due leader sia avvenuta è noto. In quell’occasione, come raccontato dai media, i due leader hanno raggiunto un accordo per l’acquisto di gasolio russo da parte degli Usa. Ma nessuno aveva immaginato che avessero parlato di questo ipotetico vertice, sul quale manca ancora il via libera di Washington. Quel che è certo è che qualcosa, a livello diplomatico, inizia a smuoversi. A confermarlo è il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha dichiarato al Wall Street Journal che sono in corso discussioni su un possibile incontro. Ha aggiunto, però, che “non c’è ancora una visione chiara sull’incontro in sé (…) sebbene tutte e tre le parti riconoscano la possibilità, ancora ipotetica, che un incontro del genere possa avere luogo”.
La proposta di Putin fa infuriare l’Ue e l’Ucraina
Una proposta che ha suscitato la ferma opposizione dell’Ucraina e dell’Ue, che pretendono, al contrario, che un eventuale accordo venga negoziato con Kiev e non imposto. A dirlo è il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, che su X ha scritto: “Un incontro trilaterale tra i leader di Ucraina, Stati Uniti e Russia potrebbe aiutare a porre fine alla guerra più rapidamente. Un incontro trilaterale tra i leader di Russia, Cina e Stati Uniti avrebbe l’effetto opposto: incoraggerebbe Putin a continuare questa guerra”. Poco dopo, con un ulteriore post, Sybiha ha rincarato la dose: “Invitare Putin a un tale incontro alimenterebbe il suo appetito di autoincensamento e gli conferirebbe un prestigio che non merita. Non è un leader globale, è un criminale di guerra. E la Russia non è una potenza globale, è un problema globale”.
Ferma anche l’opposizione di Bruxelles. Un portavoce della Commissione europea ha tagliato corto: “Abbiamo preso visione delle indiscrezioni riguardanti la proposta di Putin” per un trilaterale di pace, ma “se si volesse davvero procedere, basterebbe interrompere subito le azioni contro le infrastrutture” civili e far sedere tutti, ucraini inclusi, al tavolo dei negoziati.
Tra Zelensky e Trump è scontro totale
A complicare ulteriormente i negoziati è anche lo scontro tra i leader di Washington e Kiev, che non solo non si è risolto, ma è addirittura peggiorato. Il nuovo round arriva dopo le pesanti critiche rivolte nei giorni scorsi da Trump a Zelensky e la successiva risposta del presidente ucraino. Proprio quest’ultimo, commentando le ultime dichiarazioni del tycoon, lo ha accusato, in un’intervista a Bloomberg, di esercitare pressioni sull’Ucraina affinché si arrenda alla Russia, citando espressamente la richiesta di fermare i raid sulle raffinerie russe.
Alle accuse ha risposto il presidente americano, ribadendo di stare “negoziando la pace nella guerra tra Russia e Ucraina e non voglio fare nulla che, stupidamente, allontani la Russia dal tavolo delle trattative”. Poi, l’affondo all’omologo ucraino, accusato di “non volere la pace” e di puntare i piedi, quando invece “avrebbe potuto ottenere un accordo migliore due anni fa rispetto a quello che può ottenere oggi”.
Tutto risolto? Macché. Zelensky ha replicato sostenendo che la situazione sul fronte racconta un’altra storia, perché “abbiamo liberato più territorio di quanto i russi siano riusciti a conquistare”. Ha inoltre sottolineato che proprio i raid russi contro i civili ucraini, che anche ieri hanno causato almeno tre morti, dimostrano che è lo zar a non volere la pace. Insomma, un botta e risposta che, c’è da scommetterci, proseguirà nei prossimi giorni e che di certo non aiuterà i negoziati di pace.