Denatalità, l’Italia tocca un nuovo minimo storico: appena 1,14 figli per donna

L'Istat certifica il nuovo minimo storico della fecondità in Italia: 1,14 figli per donna nel 2025. Aumenta anche l'età media al parto, arrivata a 32,7 anni.

Denatalità, l’Italia tocca un nuovo minimo storico: appena 1,14 figli per donna

Se ne parla da decenni, ma il problema della denatalità in Italia, anziché migliorare, continua ad aggravarsi. A fotografare questo fenomeno è l’Istat nel ‘rapporto Natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2025’, secondo cui il tasso di fecondità registra un nuovo minimo storico, mentre l’età media al parto sale a 32,7 anni.

Il numero medio di figli per donna è ulteriormente diminuito nel 2025, attestandosi a 1,14, un valore in calo rispetto all’1,18 registrato nel 2024, che a sua volta aveva superato al ribasso il precedente minimo storico di 1,19 del 1995. Qualcuno potrebbe pensare che il valore non sia così negativo, ma i dati dell’Istat mostrano il contrario. Il dato di 1,14 figli per donna è infatti ben al di sotto non solo della cosiddetta soglia di sostituzione di 2,1 figli per donna, che consentirebbe il ricambio generazionale in condizioni demografiche stabili, ma anche del valore di 1,44 registrato nel triennio 2008-2010, il massimo del nuovo millennio.

La fecondità diminuisce sia tra le donne italiane sia tra quelle straniere. Per le prime, il numero medio di figli per donna passa da 1,11 nel 2024 a 1,07 nel 2025 (era pari a 1,33 nel 2010). Per le straniere, la fecondità è stimata nel 2025 in 1,74 figli per donna, in diminuzione sia rispetto al 2024 (1,81) sia rispetto al 2010, quando raggiungeva ancora quota 2,31. La fecondità delle donne straniere rimane comunque più elevata rispetto a quella delle italiane, sebbene anche in questo gruppo si registri una progressiva diminuzione.

La riduzione della fecondità nel 2025 interessa tutto il territorio nazionale. Il Centro continua a essere l’area con la fecondità più bassa, pari a 1,07 figli per donna nel 2025, contro 1,11 nel 2024. Seguono il Nord, con un valore che passa da 1,19 a 1,15, e il Mezzogiorno, dove si scende da 1,20 a 1,16. La Sardegna si conferma la regione con la fecondità più bassa e l’unica con un valore inferiore all’unità: 0,85 figli per donna, in calo rispetto a 0,91 nel 2024. La provincia autonoma di Bolzano/Bozen conserva invece il primato della fecondità più elevata, pari a 1,54, in aumento rispetto all’1,51 del 2024. L’unica altra regione a registrare un aumento è la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, che passa da 1,05 a 1,11. Dopo Bolzano, seguono la provincia autonoma di Trento, con 1,24 figli per donna, e Sicilia e Campania, entrambe a quota 1,22.

Denatalità, l’Italia tocca un nuovo minimo storico: appena 1,14 figli per donna

Secondo le stime elaborate sulla base dei primi dati provvisori relativi alle nascite nel periodo gennaio-luglio 2026, la fecondità continua a diminuire, seppure in misura contenuta. Nei primi sette mesi dell’anno, infatti, il numero medio di figli per donna è stimato a 1,13.

L’età media al parto registra nel 2025 un lieve aumento, passando dai 32,6 anni del 2024 ai 32,7. Rispetto al 1995, l’incremento è di quasi tre anni. L’età media al primo figlio raggiunge per la prima volta i 32 anni, con un aumento di circa quattro anni rispetto al 1995, quando era pari a 28,1 anni.

Lo spostamento dell’esperienza riproduttiva verso età sempre più mature emerge chiaramente dall’analisi dei tassi di fecondità per età della madre nel corso del tempo. Rispetto al 1995, i tassi di fecondità sono più elevati tra le donne con più di 30 anni e più bassi tra quelle più giovani. La tendenza a posticipare la maternità riguarda sia le italiane sia le straniere. Nel 2025, l’età media al parto delle donne italiane è pari a 33,2 anni, contro i 33,1 del 2024, mentre per le straniere sale a 29,9 anni, rispetto ai 29,7 dell’anno precedente.

La posticipazione delle nascite continua a essere più marcata nel Centro e nel Nord, dove l’età media al parto è rispettivamente di 33,1 e 32,8 anni. Segue il Mezzogiorno, con 32,4 anni. Basilicata, Sardegna e Lazio registrano le età medie al parto più elevate: 33,6 anni in Basilicata e 33,2 in Sardegna e Lazio. La Sicilia si conferma invece la regione con l’età media al parto più bassa, pari a 31,8 anni nel 2025, seppure in lieve aumento rispetto al 2024.

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