Campo largo, tutti vogliono il programma. Ma da Conte a Schlein, fino a Onorato, tutti parlano solo di primarie

Conte chiama gli alleati: “È il momento di chiudere”. Schlein: “Guida chi prende un voto in più, oppure primarie”. Onorato vuole una gara aperta a tutti

Campo largo, tutti vogliono il programma. Ma da Conte a Schlein, fino a Onorato, tutti parlano solo di primarie

“Non possiamo parlare solo di primarie”. Parola di Giuseppe Conte, che ieri dal palco di Vibo Valentia ha chiamato a raccolta le opposizioni. Gli italiani “insoddisfatti da 4 anni di governo Meloni” vogliono sapere cosa propone l’alternativa: “adesso è arrivato il momento di chiudere un programma condiviso”, ha detto.

Conte ha quindi invitato tutti gli alleati a un confronto “per definire il prima possibile il programma”. Solo “un attimo dopo si faranno le primarie”, perché il candidato premier va indicato sul programma. E sui partecipanti allarga il campo: “Chi sono io per dire che posso candidarmi solo io o solo io e Elly Schlein?”. Si faranno le regole, “e chi le rispetterà potrà partecipare”.

“Chi prende un voto in più guida” risponde Schlein

Elly Schlein risponde da San Marino Rtv, intervistata da Myrta Merlino. La formula è sempre la stessa: “Chi prende un voto in più guida. Si chiama democrazia. Oppure primarie”. Il denominatore comune? “La legittimazione popolare”. Il Pd, ricorda, si chiama democratico, “per noi è un impegno e una promessa”.

Poi anche lei sposta il discorso sui contenuti: la gente “non si aspetta di sapere chi guida ma innanzitutto che cosa vogliamo fare per l’Italia”. Sul nodo Renzi, con le garanzie chieste sul ruolo di Italia Viva, la segretaria taglia corto. Le forze moderate governano già con il centrosinistra in regioni e città “e non si sono creati problemi”. L’alleanza, insiste, non va costruita “contro i nostri avversari, ma per le cose che vogliamo fare insieme”.

Onorato vuole primarie larghissime

Chi i gazebo li vuole il più affollati possibile è Alessandro Onorato. Dagli stati generali di Progetto civico Italia avverte che le primarie “non possono essere una sfida a due”. Devono avere “i candidati di tutte le sensibilità del centrosinistra” e portare “più di 3 milioni di persone al voto”.

Serve “un campo larghissimo”, dice Onorato, perché mentre Meloni accusa le opposizioni di essere troppe e litigiose, “lei si inventa delle sigle”. La regola finale: “Chiunque vince le primarie è il leader di tutti”.

E Crisanti dà una grossa mano a Rifondazione Comunista

Mentre i leader discutono di chi guiderà, a sinistra c’è chi lavora per esserci. Al Senato nasce la componente di Rifondazione Comunista, grazie al senatore Andrea Crisanti, eletto nelle liste del Pd. Lo scopo è pratico: la componente, spiega il segretario Maurizio Acerbo, “consentirà di ridurre il numero di firme necessarie per presentare la nostra lista alle prossime elezioni”.

Acerbo ringrazia Crisanti, “con cui già da tempo condividiamo le posizioni a difesa della sanità pubblica”. Ringrazia anche Schlein, che con il capogruppo Francesco Boccia si è attivata dopo una sua lettera ai segretari del campo largo. Grazie anche a La Russa. L’obiettivo dichiarato è riportare sulla scheda, “dopo 20 anni”, il “simbolo storico dei comunisti e dei socialisti italiani”.