I poteri forti di sempre impazziti per il potere forte di oggi che vuole rottamarli. Così chi ha sempre regolato i suoi conti in silenzio, lasciando alla grancassa dei giornali il compito di colpire il nemico di turno, adesso perde la testa e attacca frontalmente. Anche a costo di sfidare ogni senso del ridicolo. L’ultimo caso è quello di Giovanni Bazoli, un signore che da più di 50 anni dà le carte della grande finanza nazionale. A Oltre 80 anni si è fatto rieleggere presidente del Consiglio di sorveglianza di Banca Intesa San Paolo. Dopo di che ha brigato per mettere al timone del Corriere della Sera un direttore non allineato a Renzi e c’è riuscito. Il premier rispose a stretto giro avvisando il vegliardo che il tempo del capitalismo di relazione è finito. Ieri la replica. Parlare in senso negativo del capitalismo di relazione “è un luogo comune e spesso fa comodo. Serve per teorie strumentali”, ha detto Bazoli, da tutti indicato come uno dei principali protagonisti di questo capitalismo che ha arricchito gli amici degli amici e lasciato a secco tutti gli altri. L’ultima resistenza di un mondo che – nel caso di Bazoli – con l’alibi di servire la finanza cattolica (per fare gli affari propri) si è convinto di aver ottenuto la dispensa speciale all’eternità.
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