A 24 anni dalla Strage di Capaci. Non solo le istituzioni, ma soprattutto oltre 50 mila ragazzi ricordano Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta

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Ventiquattro anni fa il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, venivano uccisi da Cosa Nostra che faceva saltare un’autostrada pur di portare a compimento il delitto. Falcone stava rientrando da Roma a Palermo. L’aereo atterrò alle 16.45 all’aeroporto di Punta Raisi. Ma la croma bianca venne fatta saltare in aria all’altezza dello svincolo di Capaci. Ad azionare il telecomando dei mille chili di tritolo per la strage di Capaci fu Giovanni Brusca. Oggi è la giornata del ricordo, della commemorazione.

PER NON DIMENTICARE – “Un assassinio che ha segnato la morte di valorosi servitori dello Stato, e l’avvio di una riscossa morale, l’apertura di un nuovo orizzonte di impegno grazie a ciò che si è mosso nel Paese a partire da Palermo e dalla Sicilia, grazie alla risposta di uomini delle istituzioni, grazie al protagonismo di associazioni, di giovani, di appassionati educatori e testimoni”, ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio inviato a Maria Falcone. “Il maxiprocesso ha dimostrato come lo Stato sappia reagire”, ha detto Mattarella, “Come gli anticorpi della mafia siano presenti nelle istituzioni e agiscano grazie all’opera di magistrati e di uomini delle forze dell’ordine”. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, su Facebook ricorda così la sentenza del maxi processo: “La sentenza definitiva contro la mafia, che dall’aula bunker di Palermo prese il via ternt’anni fa è un monumento giuridico e storico, perché sancì l’esistenza della mafia, divenne un fatto acquisito””

IL RICORDO DEI RAGAZZI – Saranno oltre 50 mila gli studenti che prenderanno parte al ricordo di Giovanni Falcone nelle celebrazioni organizzate dalla Fondazione ‘Giovanni e Francesca Falcone’. Non solo a Palermo, ma anche Milano, Gattatico (Reggio Emilia), Firenze, Napoli, Roma, Pescara, Bari, Barile (Potenza). Tutte le piazze della legalità si sono collegate con l’Aula Bunker del carcere Ucciardone di Palermo, a partire dalle 9.45. Nel pomeriggio due cortei: uno in partenza dall’aula bunker, uno da via d’Amelio, entrambi diretti sotto l’albero Falcone di via Notarbartolo per il momento di silenzio alle 17.58, l’ora esatta della strage.