A Draghi servono i voti e gli incapaci giallorossi diventano competenti. Ministri uscenti verso la riconferma. A Italia Viva adesso i 5S piacciono

ROBERTO SPERANZA
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Tutti dentro o quasi. La maggioranza che sosteneva il Conte 2 e buona parte del centrodestra. Appena il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dato l’incarico di comporre un nuovo esecutivo a Mario Draghi i grandi attriti sui programmi sono scomparsi e non si parla più neppure di incompetenti. Anzi gli incompetenti sembrano improvvisamente diventati estremamente competenti. L’ex governatore della Bce sta mettendo su una squadra tecnico-politica, coinvolgendo gli stessi esponenti del Movimento 5 Stelle, e i tanti che bollavano i pentastellati come incapaci, a partire da Matteo Renzi, sembrano ora ritenerli ministri validissimi.

IL PUNTO. Il vero obiettivo della crisi, se mai fossero servite conferme, sembra ormai evidente fosse Giuseppe Conte. Troppo ricco poi il piatto del Recovery per consentire che i soliti noti ne restassero fuori. Spalancate le porte di Palazzo Chigi a Supermario, qualsiasi alleato e qualsiasi ministro va bene. E l’ex governatore va avanti nel tentativo di comporre una squadra tenendo in una mano una rosa di uomini di fiducia, particolarmente graditi sia a Bruxelles che a quella che prima era l’opposizione, e dall’altra il manuale Cencelli per un governo il più largo possibile.

Il tempo del resto scarseggia e il fallimento non è contemplato. Il premier incaricato ha altri due giorni per sondare le forze politiche e capire come procedere, anche se lo scenario, dopo le stesse parole ieri di Conte, è piuttosto determinato. Avanti dunque con il mix di tecnici e politici. Lo stesso Beppe Grillo sembra aver cambiato posizione e ha chiamato parlamentari, ministri uscenti, sindaci e volti storici del Movimento per dire che un esecutivo guidato da Draghi si può tentare, purché sia politico e porti avanti anche le battaglie grilline.

LE IPOTESI. Impazza come sempre il toto-ministri. Sul fronte dei tecnici continuano ad essere particolarmente quotati i nomi di Marta Cartabia, Fabio Panetta, Carlo Cottarelli, Enrico Giovannini, Dario Scannapieco e Lucrezia Reichlin, mentre sul fronte politico si parla di discontinuità ma con poca convinzione. Viene infatti dato come più che probabile un ruolo importante per gli attuali ministri Dario Franceschini e Lorenzo Guerini, del Pd, resta in pista il dem Roberto Gualtieri e in molti parlano di un ingresso al Governo dello stesso vicepresidente del Partito democratico, Andrea Orlando.

Per quanto riguarda poi Italia Viva al Ministero dell’agricoltura dovrebbe tornare Teresa Bellanova. Per Leu dovrebbe essere riconfermato al Ministero della salute Roberto Speranza (nella foto) e sul fronte 5S scontato un ministero, più che probabile la conferma a quello degli esteri, per Luigi Di Maio. Si parla inoltre di una conferma all’interno dell’esecutivo per Stefano Patuanelli. Ma potrebbero non essere i soli.