A finanziarci bastano i Btp. Inutile parlare ancora di Mes. L’ultima emissione ha fruttato 105 miliardi. Quasi il 74% dei titoli acquistati all’estero

ROBERTO GUALTIERI
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il ministero dell’Economia e delle Finanze, guidato da Roberto Gualtieri (nella foto), ha reso noti i dettagli dell’emissione del nuovo Btp a 15 anni, con scadenza al 1° marzo 2037 e cedola annua dello 0,95%. Hanno partecipato all’operazione oltre 520 investitori per una domanda complessiva di oltre 105 miliardi. Più della metà del collocamento è stato sottoscritto da fund manager (circa il 57,8%), mentre le banche ne hanno sottoscritto il 26,3%.

L’IDENTIKIT. Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato il 7,9% dell’emissione (in particolare il 4,4% è andato a fondi pensione e assicurazioni, mentre il 3,5% è stato allocato a banche centrali e istituzioni governative). Agli hedge fund è stato allocato circa il 7,4% dell’ammontare complessivo. Le imprese non finanziarie hanno partecipato all’emissione con una quota residuale pari allo 0,6%. La distribuzione geografica del titolo è stata estremamente diversificata, con una partecipazione che ha visto il coinvolgimento di oltre 50 paesi: gli investitori esteri si sono aggiudicati circa il 73,7% dell’emissione, mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 26,3%.

Tra gli investitori esteri, di rilievo è stata in particolare la quota sottoscritta da investitori residenti nel Regno Unito (circa il 29,1%). Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa continentale, in particolare in Germania, Austria e Svizzera (14,4%), in Francia (8,7%), nei Paesi Scandinavi (7%), nei paesi della penisola iberica (4,5%), in altri paesi europei tra cui Est Europa (2,6%) in Benelux (1,4%), e infine Medio Oriente (1,2%).

EXTRA UE. Al di fuori dell’Europa, gli investitori provenienti da Stati Uniti e Canada si sono aggiudicati circa il 4% dell’emissione; una quota residuale pari allo 0,5% è stata acquistata da investitori asiatici, mentre il resto dell’emissione è sottoscritto da investitori residenti in altri paesi. Il collocamento è stato effettuato tramite la costituzione di un sindacato composto da Barclays Bank Ireland Plc, Hsbc Continental Europe, Morgan Stanley Europe Se, Société Générale Inv. Banking e UniCredit che hanno partecipato in veste di lead manager, mentre tutti gli altri specialisti in titoli di Stato hanno rivestito il ruolo di co-lead manager dell’operazione. Alla luce delle ultime sottoscrizioni diventa sempre più sterile ogni ipotesi di attivare il Mes.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Il suicidio del servizio pubblico

La difesa strettamente burocratica, da perfetto travet, fatta dal direttore di Rai3 Franco Di Mare in Commissione di vigilanza per scrollarsi di dosso l’accusa di censura sul concertone del Primo Maggio, spiega più di un’intera enciclopedia perché il Servizio pubblico in Italia è un fallimento

Continua »
TV E MEDIA