A Gorino vince la protesta: io profugo qui non posso entrare. E la Lega Nord ora li chiama eroi nazionali

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Niente migranti a Gorino, frazione di Goro in provincia di Ferrara. Dopo le barricate di ieri notte e i cittadini che hanno bloccato la strada d’ingresso al paesino per impedire l’arrivo di 20 profughi (8 bambini e 12 donne, tra cui una incinta), è la politica a far parlare e sparlare di sé.

Perché se tanti hanno criticato quanto accaduto ieri, a cominciare dal ministro Angelino Alfano, che ha parlato di un episodio “che non fa onore al nostro Paese”, la Lega Nord ha sfruttato la vicenda in chiave positiva. “I cittadini di Gorino sono per noi i nuovi eroi della Resistenza contro la dittatura dell’accoglienza” ha detto Alan Fabbri, segretario della Lega Nord del capoluogo estense.

Nel frattempo, come detto, le barricate hanno avuto successo. Invece che a Gorino, le 11 profughe sono state sistemate a Comacchio (4), Fiscaglia (4) e Ferrara. La decisione è arrivata dopo una mediazione tra forze dell’ordine e manifestanti e, soprattutto, a seguito dell’intervento del sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e dei colleghi del territorio. “Ha prevalso la tranquillità dell’ordine pubblico – ha spiegato il prefetto della città Michele Tortora – Non potevamo certo manganellare le persone”. A vittoria acquisita, la gente di Gorino ha smantellato tutte le barricate, tranne una, quella sulla Provinciale tra Goro e Gorino, dove vengono fatte passare solo le auto.

L’ESULTANZA LEGHISTA – “Grazie a chi ha manifestato la scorsa notte notte, grazie a chi ha lottato per far vincere la democrazia e il buon senso. I cittadini di Gorino sono per noi i nuovi eroi della Resistenza contro la dittatura dell’accoglienza. Abbiamo sostenuto, e continueremo a farlo, in ogni sede e in ogni modo, la loro protesta” ha detto il capogruppo del Carroccio al consiglio comunale di Ferrara Alan Fabbri. Che poi ha individuato i colpevoli di quanto accaduto: “Se il prefetto e il Pd, con la complicità del presidente della Provincia Tagliani, si illudono di poter fare qualsiasi cosa sopra la testa dei cittadini si sbagliano di grosso. Lo abbiamo dimostrato a Gaibanella, lo abbiamo dimostrato a Gorino e continueremo a farlo. La Lega c’è”. La narrazione anti-accoglienza del leghista ferrarese non è finita: “Chi ha passato la notte in trincea per difendere il proprio territorio e la democrazia dai nuovi despoti è un eroe – ha rimarcato Fabbri – La forza del popolo ha consentito di vincere la follia di prefetture che requisiscono locali per darli agli immigrati e di dare una lezione di stile a Tiziano Tagliani che, da presidente della Provincia, si comporta in modo complice: evidentemente pensa di assolvere al proprio dovere di promuovere il territorio del Delta del Po piazzando immigrati clandestini in ogni dove”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Bongiorno conflitti d’interesse

Fosse per certi leghisti dovrebbe dimettersi pure Papa Francesco. Quindi che c’è da meravigliarsi se ieri si sono svegliati con la pretesa di cacciare dal governo la sottosegretaria Macina, coriacea esponente dei 5 Stelle passata per le armi senza bisogno di processo per lesa maestà

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