A Mosca la parata della vittoria. Putin: “La Nato non ha voluto ascoltarci. Il nostro è stato un atto preventivo”. Intanto in Ucraina si continua a combattere

parata Mosca Vladimir Putin
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La Giornata della Vittoria è arrivata. I russi celebrano oggi l’anniversario della vittoria contro i nazisti nella Seconda guerra mondiale con una parata a Mosca (qui il video). Una data evocativa e fortemente legata anche alla guerra in Ucraina.

A Mosca la parata della vittoria. I russi celebrano l’anniversario della vittoria contro i nazisti

“Compagni ufficiali, sottufficiali, compagni, generali e ammiragli, mi congratulo con voi per il 77esimo anniversario della grande vittoria. Anche ora in questi giorni voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria” ha detto il presidente russo Vladimir Putin aprendo il suo discorso per il Giorno della vittoria.

“La Russia – ha aggiunto Putin – è sempre stata favorevole alla creazione di un sistema indivisibile per la sicurezza, ma la Nato non ha voluto ascoltarci. L’aggressione nelle nostre terre storiche della Crimea è stata una minaccia ai nostri confini, inammissibile per noi. Il pericolo è cresciuto ogni giorno, il nostro è stato un atto preventivo, una decisione necessaria e assolutamente giusta”.

“Mi rivolgo alle nostre forze armate e alle milizie del Donbass – ha detto ancora il presidente russo -: voi combattete per la sicurezza patria e per il futuro, affinché non ci sia posto nel mondo per i criminali nazisti. I combattenti del Donbass e le truppe russe stanno combattendo sulla loro terra, dove i nostri antenati hanno combattuto il nemico”.

Con l’attacco all’Ucraina, ha detto ancora Putin, Mosca ha risposto ad “una minaccia diretta vicino ai confini russi”, perché “una attacco era stato preparato, anche alla Crimea”. “L’orrore di una guerra globale non si deve ripetere”.

In Ucraina si continua a combattere

In Ucraina, intanto, l’offensiva prosegue. Ieri lo stesso Putin ha inviato un messaggio ai leader delle autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Lugansk: “I nostri militari, come i loro antenati, stanno combattendo insieme per liberare il loro suolo dalla feccia nazista”. Il leader del Cremlino ha anche espresso fiducia che “come nel 1945, la vittoria sarà nostra”, ha detto.

Ieri per Kiev è stata un’intensa giornata di colloqui, con incontri e visite nel paese di leader e politici occidentali, tra cui la first lady statunitense Jill Biden e il primo ministro canadese Justin Trudeau. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha partecipato anche alla riunione in videoconferenza del G7.

“Sono certo che questa giornata in Ucraina – ha detto Zelensky in un videomessaggio serale – abbia dimostrato che siamo già una parte a tutti gli effetti del mondo libero e di un’Europa unita. Questo è un evidente contrasto con la solitudine di Mosca nel male e nell’odio che tutti vedranno domani”, ha aggiunto il leader ucraino in riferimento alle celebrazioni organizzate dalla Russia per oggi, in occasione del Giorno della Vittoria.

Nelle scorse ore a Bilohorivka, nella regione di Lugansk, i bombardamenti hanno colpito un istituto scolastico. I soccorritori intervenuti sul posto hanno poi fatto sapere di aver recuperato i corpi senza vita di due persone. Il governatore della regione, Sergey Gaidai, però, ha subito espresso preoccupazione per quanto accaduto, affermando che le vittime dell’attacco potrebbero arrivare a sessanta dal momento che negli scantinati della scuola si erano rifugiate 90 persone.

E ne ha parlato anche Zelensky: “A seguito dell’attacco aereo russo a Bilohorivka, nella regione di Lugansk – ha detto il presidente ucraino nel suo video -, sono state uccise circa 60 persone. Civili – ha aggiunto – che si sono semplicemente nascosti dai bombardamenti nella scuola”. Sul campo, quindi, il conflitto è proseguito su più fronti.

Secondo lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, l’esercito russo “non smette di condurre operazioni offensive” nell’area orientale per “stabilire il pieno controllo sul territorio degli oblast di Donetsk e Lugansk e mantenere il corridoio terrestre tra questi territori e la Crimea occupata. La più intensa attività degli occupanti russi – continua lo Stato maggiore nel suo ultimo aggiornamento – si osserva nelle direzioni di Slobozhansky e Donetsk. Allo stesso tempo, c’è un’alta probabilità di attacchi missilistici in tutta l’Ucraina”.