A Natale Mariella si può dare di più. Voto di scambio in Puglia: oltre 20 arresti. In manette il factotum del candidato a sostegno di Michele Emiliano

dalla Redazione
Cronaca

Fatale fu il voto di scambio. Natale Mariella, candidato alle elezioni regionali del 2015, nella lista dei Popolari, a sostegno del governatore Michele Emiliano, non fu eletto, ma,  secondo gli inquirenti, una parte dei quasi seimila voti che ricevette, provenivano da un accordo con presunti affiliati al clan barese Di Cosola.

Il prezzo da pagare sarebbe stato di 50 euro a voto, di cui 20 a chi scriveva il nome sulla scheda elettorale, il resto ai mafiosi della zona. In pratica il clan avrebbe assicurato a Natale Mariella migliaia di voti, proprio in quei comuni nei quali c’era una maggiore presenza criminale. Per questo i carabinieri di Bari hanno arrestato 22 persone per  associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso e coercizione elettorale in concorso. Il ruolo di Mariella non è ancora stato accertato, per adesso è iscritto nel registro degli indagati.

Ma per i pm sarebbe stato Armando Giove, factotum dell’amico politico, il collante tra Mariella e la mafia. Giove, infatti, sarebbe stato incastrato dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Michele Di Cosola (figlio dello storico capoclan Antonio, pentitosi prima di suo figlio), ma anche da alcune intercettazioni ambientali. Nelle carte, gli affiliati raccontano lo stupore dei presidenti di seggio che, leggendo le schede elettorali e ritrovando sempre lo stesso nome, ne evidenziavano la stranezza considerata anche l’assenza di rappresentanti di lista. Il fatto che Mariella non fosse stato eletto è attribuito dagli stessi malavitosi al ritardo con cui il gruppo criminale si era mosso.