A Roma il voto è già contestato, Giorgia Meloni denuncia errori nella stampa delle liste affisse ai seggi

dalla Redazione
Politica

Le urne sono ancora aperte, ma le elezioni a Roma animano già le polemiche. Sollevando dubbi sulla regolarità delle operazioni. Le liste Meloni sindaco hanno denunciato errori nella stampa delle liste elettorali affisse ai seggi della Capitale. “Il Comune di Roma ha sbagliato nello stampare le liste elettorali affisse all’interno dei seggi e quindi la coalizione che sostiene Giorgia Meloni sindaco non è identificabile: mancano, infatti, il nome del candidato sindaco e quello del candidato presidente del municipio sopra i partiti e le liste che li sostengono”, si legge in una nota congiunta di Fratelli d’Italia, Noi con Salvini, Partito Liberale, Federazione Popolari e Libertà, lista civica Con Giorgia

“Sotto i loro nomi infatti compare solo una lista rispetto a quelle che ci appoggiano e, così come sono messe, le altre liste sembrano appoggiare candidati sindaci diversi da Giorgia Meloni e dai presidenti di municipio designati”, accusano le liste in appoggio all’ex vicepresidente della Camera.

Il Campidoglio è stato accusato quindi di “scorrettezza e disorganizzazione totale”. Un comportamento a “cui si devono aggiungere file chilometriche davanti agli uffici preposti per ritirare la tessera elettorale a fronte di mesi trascorsi invano per spedire a casa dei cittadini ogni informazione e magari la stessa nuova tessera”. “Il Comune da parte sua ha fatto sapere che non essendoci più il tempo materiale per far ristampare le liste, l’unica soluzione che può praticare è quella di aggiungere a penna il nome del candidato sindaco e del municipio, comunicandolo ai vari seggi”, raccontano gli esponenti della coalizione pro-Meloni.

“Ma la toppa messa è peggio del buco perché lasciare che i presidenti scrivano a penna il nome del candidato sindaco, apre a una serie di altri possibili errori. Ci riserviamo perciò di valutare le azioni legali per questo fatto sconcertante che rischia di falsare il risultato, incidendo negativamente soprattutto sugli elettori più fragili”, conclude la nota. Insomma, ben prima dello scrutino, le elezioni a Roma finiscono nel mirino della contestazione da parte dei candidati.