A Whirlpool 27 milioni di fondi pubblici dal 2014. E Di Maio s’infuria: “Soluzione entro 7 giorni o gli togliamo i soldi che hanno preso dallo Stato”

Un lungo tavolo tecnico e piuttosto polemico è stato quello di ieri al Mise per la vertenza Whirlpool. Due ore di faccia a faccia tra l’aziena e il vicepremier Luigi Di Maio. Che non ha usato giri di parole: “Non si prende per il culo lo Stato italiano. Non con me, non con questo Governo”. Il motivo di tale reazione è presto spiegato: “Dal 2014 ad oggi la Whirlpool ha ricevuto 27 milioni di euro di fondi pubblici”.

A Whirlpool 27 milioni di fondi pubblici dal 2014. E Di Maio s’infuria: “Soluzione entro 7 giorni o gli togliamo i soldi che hanno preso dallo Stato”

Che poi, rivolgendosi ai sindacati presenti alla vertenza, ha chiesto lumi all’azienda. “Non vogliamo chiudere ma individuare soluzioni per garantire posti di lavoro sostenibili a lungo tempo. Oggi una soluzione non l’abbiamo”, avrebbe replicato l’amministratore delegato di Whirlpool, Luigi La Murgia.

“Lo Stato – ha poi aggiunto il vicepremier – non si può permettere che una multinazionale americana venga nel nostro Paese, firmi un accordo e poi metta per strada 700 persone, soprattutto se questa multinazionale americana ha preso negli ultimi anni 50 milioni di euro di incentivi”.

“Gliel’ho detto chiaramente al tavolo – ha ribadito Di Maio -: o entro sette giorni portano una soluzione per lasciare aperta quell’azienda e far lavorare le persone, o noi gli togliamo i soldi che hanno preso dallo Stato. Gli tolgo quelli che gli stavamo per dare e gli tolgo quelli che già gli abbiamo dato, con alcuni strumenti che dovevano servire a creare più lavoro. Parliamo di almeno 15 milioni di euro già concessi, più quelli che stavano per arrivare”.

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