Abruzzo, dal “sistema regge” agli ospedali in tilt. Il governatore Marsilio e l’assessore Verì solo pochi giorni fa avevano assicurato che era tutto in ordine

di Maria Trozzi
Politica

Finiti i posti letto nei reparti di malattie infettive degli ospedali Covid, l’Abruzzo è nel caos. Già ad ottobre il report dell’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica (Altems) avvisava che era l’unica Regione ad aver esaurito i posti aggiuntivi nelle terapie intensive. Partiti in quarta per confutare i dati, il presidente della Regione, Marco Marsilio (nella foto), e l’assessore alla sanità, Nicoletta Verì, hanno fornito ricalcoli poco convincenti. Per i sovranisti gli ospedali abruzzesi erano “assolutamente in grado di reggere”, ma nel giro di 15 giorni hanno capitolato. Tra macchinari in prestito e baratto tra personale sanitario in cambio e cure per i malati di altre Asl abruzzesi il costosissimo ospedale Codiv di Pescara va avanti a stento con il governatore sovranista che giorni fa, ritoccando i dati per la terapia intensiva, ha ammesso che nei presidi pubblici prima del Covid i posti erano 94 (non più 123) portati a 123 con 17 ventilatori delle case di cura private e 12 della terapia ematologica di Pescara.

L’assessore Verì a metà ottobre annunciava con ottimismo che la struttura commissariale, guidata da Marsilio, stava per implementare: “Così da essere pronti ad affrontare gli scenari peggiori – e ancora oggi Verì insiste – La situazione è sotto controllo”. Ma Marsilio ribatte: “Dobbiamo prendere decisioni dolorose e sottrarre spazi di cura ad altre patologie per dedicarli a persone che, altrimenti, come già accade, rimangono sulle ambulanze”. Siamo allo sbando. “Nelle ultime 24 ore siamo passati da una Regione in grado di reggere meglio della media nazionale, dando rassicurazioni anche sui posti letto, a una che ha raggiunto il livello di saturazione della capacità di assorbimento di malati nelle strutture – commenta il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Abruzzo, Sara Marcozzi – Due dichiarazioni che si smentiscono a vicenda. La pezza messa dall’assessore Verì, di un’improvvisa e imprevedibile impennata di positivi ricoverati, è forse peggio del buco. Marsilio – prosegue l’esponente pentastellata – ci faccia capire come ha intenzione realmente di affrontare l’emergenza Covid, sfruttando anche le sedute della Commissione Sanità, perché siamo già in ritardo”.

In provincia dell’Aquila, la più colpita dall’emergenza mal gestita, il Pd ha chiesto un Commissario per la gestione Covid nella Asl1. “I dati mettono l’Abruzzo tra le regioni ad alto rischio progressione e i numeri degli ultimi giorni devono far tenere altissima la guardia visto che i nuovi contagi si sono assestati tra le 450 e le 500 unità giornaliere – spiega Marcozzi – Per questo non posso tollerare che la maggioranza in Regione occupi gran parte del proprio tempo ad attaccare le sofferte decisioni, prese a livello nazionale per abbattere la curva dei contagi e ridurre il ricorso alle cure ospedaliere, invece che a presentare proposte. è il momento che Marsilio mostri di non essere un mero esecutore dei voleri di Giorgia Meloni in Abruzzo. Chiedo – ha concluso la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Abruzzo – l’immediata convocazione di un tavolo di confronto per allargare alle opposizioni il coinvolgimento sulle misure regionali da adottare da qui alle prossime settimane”. L’unione fa la forza, ma in Abruzzo vale anche il detto che al peggio non c’è mai fine.