Acciaierie di Terni, ora nessuno sarà licenziato. Dopo 36 giorni di sciopero arriva l’intesa tra governo, lavoratori e sindacati

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Questa vicenda si potrebbe riassumere con un “tutto è bene quel che finisce bene”. Infatti, come annunciato ieri pomeriggio dal sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova: “governo, sindacati e azienda hanno raggiunto l’accordo per l’Ast“. Bellanova, inoltre, uscendo dalla sede del ministero dello Sviluppo Economico, ha tenuto a sottolineare che “non ci sono stati licenziamenti forzosi, ma 290 esuberi, tutti con adesione volontaria“.

LA TRATTATIVA
L’intesa per le acciaierie, arrivata dopo una durissima trattativa si basa su un piano di rilancio, sviluppo e ristrutturazione in quattro anni che prevede un investimento di 100 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire almeno un milione di tonnellate di fuso attraverso il mantenimento dei due forni. La bozza verrà sottoposta alle assemblee dei lavoratori giovedì e poi votata con un referendum. Soddisfazione da parte di Matteo Renzi, ma anche dal segretario della Fiom, Maurizio Landini, che ha parlato di un “buon accordo, perché cambia il piano industriale”. L’intesa per l’acciaieria di Terni è stata raggiunta dopo uno sciopero di 36 giorni, il più lungo degli ultimi anni per una crisi industriale, in cui non sono mancati episodi di tensione durante le proteste dei 2.800 dipendenti. Con l’accordo, si sono chiuse le procedure di mobilità avviate lo scorso 9 ottobre 2014, sostituite da incentivi all’esodo e la possibilità di salvaguardare i lavoratori con i contratti a termine e apprendisti.

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di Gaetano Pedullà

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