Accoglienza sott’accusa. Migrante sequestra e molesta operatrice sociale a Giugliano. Salvini cavalca l’onda, Saviano prova a stemperare i toni

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Quanto accaduto in un centro d’accoglienza a Giugliano (Napoli) rischia di fornire un assist perfetto ai fautori dello stop all’arrivo di migranti. Perché nel centro vicino Napoli un nigeriano di 26 anni, lì ospitato, ha sequestrato un’operatrice molestandola.

L’accaduto – Il giovane nigeriano, utilizzando la scusa di voler avere informazioni riguardo al permesso di soggiorno scaduto, si è introdotto in un ufficio del seminterrato del centro accoglienza dove era al lavoro un’operatrice. Una volta entrato il ragazzo ha bloccato la porta sequestrando la donna per una trentina di minuti. Il giovane, a quel punto, si è tirato giù i pantaloni, ma la donna è riuscita a tenerlo a distanza. L’operatrice, a quanto pare, sarebbe poi riuscita a dare l’allarme facendo passare un bigliettino sotto la porta con su scritto: “Aiuto, avvisate i carabinieri”. Intervento arrivato poco dopo nell’hotel “Le Chateau” di Varcaturo con l’arresto del giovane, portato nel carcere di Poggioreale, e la liberazione della vittima. Per il 26enne le accuse sono quelle di sequestro di persona e violenza sessuale. Anche se non c’è stato alcun rapporto, come confermato dall’operatrice stessa del centro. “Non mi ha violentata, si è abbassato i pantaloni raccontando di non avere una donna da tre anni. Ma non mi ha violentata, questo no”.

Fiumi di retorica – Un episodio su cui si sono fiondati anche tutti quegli esponenti che sulla gestione dell’accoglienza hanno qualcosa da ridire com e segretario della Lega, Matteo Salvini: “Un ‘bravo migrante’ africano, ospite (a spese nostre) di un centro di accoglienza per presunti profughi vicino a Napoli, ha sequestrato e violentato una operatrice della struttura che lo accoglie (l’operatrice però spiega di non essere stata violentata, ndr). È stato arrestato, ma non basta”, ha scritto Salvini su Facebook, “Castrazione chimica e poi espulsione: questa deve essere la cura”. Sulla stessa lunghezza d’onda tanti altri commenti provenienti dal mondo di destra. Mentre lo scrittore Roberto Saviano ha invitato Salvini a “non seminare odio in un momento difficile”.