Acqua, gas, elettricità. Il razionamento in Italia è già realtà

L'emergenza acqua ha messo in ginocchio mezzo Paese. Da Nord a Sud i raccolti agricoli sono già pregiudicati.

Siamo già ai razionamenti. Mentre i titoli dei giornali dicono che potrebbe accadere il peggio, il peggio è già qua. In Lombardia con il Po in secca e il livello dell’Adda sempre più basso sono già scattati divieti. Contro lo spreco di acqua potabile in Valtellina e sospensioni notturne nella provincia di Bergamo. A Tradate un’ordinanza del sindaco, Giuseppe Bascialla, ha imposto il divieto di utilizzare acqua dalle 6 a mezzanotte fino al 31 agosto per innaffiare orti e giardini, lavare l’automobile, piazzette e vialetti e per riempire le piscine.

ARIA CONDIZIONATA

La carenza di acqua ha messo in ginocchio mezzo Paese. Da Nord a Sud i raccolti agricoli sono già pregiudicati

Nei primi cinque mesi del 2022 le piogge sono crollate del 59% rispetto al 2021 in Lombardia. Il tutto nella cornice di previsioni meteo che non danno tregua al termometro di Milano e delle altre città, con le massime che arriveranno a segnare anche 35 gradi. In Piemonte sono 170 i Comuni con ordinanze sull’uso consapevole dell’acqua potabile, che può essere usata solo per scopi alimentari.

Alcuni comuni nel Novarese sono all’interruzione notturna della fornitura. In altri Comuni nelle province di Torino, Cuneo, Biella e Vercelli si è dovuti intervenire con le autobotti per rifornire di notte le cisterne. Veneto ed Emilia-Romagna si vedono costrette a dichiarare lo stato di emergenza. Sempre per quanto riguarda il Po, manca sempre più acqua ai contadini e alla foce il mare entra sempre di più nell’alveo del fiume.

Coldiretti ha sottolineato che la siccità sta mettendo a rischio il 30% della produzione agricola nazionale e metà dell’allevamento nella Pianura Padana. È atteso nei prossimi giorni un decreto del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, per razionare l’acqua, in ambito privato, industriale e agricolo.

Si tratterebbe di un provvedimento che rappresenterebbe il quadro normativo all’interno del quale gli enti che si occupano del controllo e della gestione dei vari settori dovrebbero prendere le decisioni necessarie per contrastare una situazione che in Friuli Venezia Giulia non si vedeva dal 2003.

In ambito agricolo, nell’udinese sono già iniziati i razionamenti nelle irrigazioni dei campi, come avverrà domani nel pordenonese, mentre nel triestino e goriziano non sono state adottate decisioni analoghe. Probabilmente il decreto di Fedriga dovrebbe vietare gli utilizzi non necessari dell’acqua, ad esempio per giardini, piccoli orti privati e lavaggi delle auto. Toccherà poi, agli enti preposti adottare le misure ritenute necessarie.

Il taglio delle forniture di Gas dalla Russia ha spinto i prezzi e aggravato una situazione già da tempo critica

Il dimezzamento delle forniture di gas dalla Russia ci riportano al 1973, quando il quarto governo Rumor varò un piano di austerity nel corso di un Consiglio dei Ministri convocato il 22 novembre 1973 a causa del robusto aumento del prezzo al barile.

A quel tempo si ricorse alla riduzione dell’illuminazione pubblica del 40%, con messa al bando di insegne luminose e scritte pubblicitarie; limiti di temperatura e istituzione di fasce orarie per l’accensione degli impianti di riscaldamento; coprifuoco per i locali pubblici, con chiusura di bar e ristoranti entro mezzanotte, delle sale da ballo entro le 23, di cinema entro le 22 e cambio dei palinsesti Rai, con la chiusura delle trasmissioni alle 22.45 e il telegiornale anticipato alle 20. Ci furono anche le “domeniche a piedi” con il divieto per la circolazione dei mezzi privati.

“Stiamo riflettendo su cosa si potrebbe fare”, ha spiegato Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili. “Non è al momento prevedibile uno scenario come quello delle domeniche a piedi come nel 1973 e nel 1974”, spiega Giovannini, ma “avere un piano vuol dire ritenere che un caso del genere possa avvenire a breve e con un’alta probabilità”.

Per ora si parla di limitazione del riscaldamento nelle abitazioni private e negli uffici, limitazioni per il consumo del gas delle centrali elettriche attive e limitazioni per il consumo del gas delle centrali elettriche attive. Altro che “rinunciare al condizionatore”. La crisi climatica e energetica è già qui, fregandosene dei negazionisti.

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