Addio a Enzo Bettiza. Scrittore, giornalista, editorialista e saggista. Ha raccontato la fine del comunismo

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Enzo Bettiza è morto a 90 anni. Nella sua lunghissima carriera è stato scrittore e giornalista, editorialista della Stampa, storico, saggista, memorialista. Era nato a Spalato, in Croazia. Dalmazia al voler essere precisi. Parlava tre lingue essendo cresciuto tra quattro diverse civiltà.

Prim’ancora di essere uomo di cultura Bettiza è stato anche contrabbandiere. Ha venduto libri e poi si è dedicato al giornalismo e alla politica con l’elezione nel 1971 tra le fila del partito liberale. Per La Stampa è stato corrispondente da Vienna e da Mosca. Editorialista anche per Il Corriere della Sera e nel 1974 fondatore insieme al maestro Indro Montanelli del Giornale dove è stato condirettore vicario fino al 1983. Si ricordano anche i suoi scritti sulla fine del comunismo.

Per quanto riguarda l’attività saggistica e di narrativa ha rifletutto spesso su quella che sarebbe stata l’Europa moderna. Tra le sue pubblicazioni: “La campagna elettorale” (1953), “Il fantasma di Trieste” (1958), “Il diario di Mosca” (1970), “Il mistero di Lenin” (1982), “L’anno della tigre” (1987), “I fantasmi di Mosca” (1993), “Esilio” (1996, premio Campiello), “L’ombra rossa” (1998), “La cavalcata del secolo” (2000), “Il libro perduto” (2005), l’introduzione al Meridiano dedicato a Guido Piovene (1976), “Corone e maschere”, “Viaggio nell’ignoto”, “1956”, “La primavera di Praga”, “La distrazione” (2013).