Ce lo chiede l’Europa, addio al canone Rai in bolletta. Gli impegni presi sul Pnrr incompatibili con la riforma Renzi

matteo renzi untore
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Addio al canone Rai in bolletta. L’imposta che tiene in vita la Tv pubblica, spalmata in 10 rate mensili da 9 euro l’una dalla riforma voluta da Matteo Renzi ai tempi del suo governo, sarà cancellata dall’Esecutivo guidato da Mario Draghi. Una scelta obbligata per rispettare uno degli impegni presi con l’Unione europea in relazione ai miliardi del Recovery Fund concessi all’Italia. Bruxelles ha infatti chiesto di eliminare dai costi dell’energia, i cosiddetti gli “oneri impropri”, tra i quali rientra proprio il canone Rai che sarà pertanto scorporato dalla bolletta elettrica. Con una misura che dovrebbe entrare nel disegno di legge sulla concorrenza, il cui approdo in Consiglio dei ministri potrebbe però slittare ad agosto.

IL PIANO NAZIOANALE. Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, è stato lo stesso Draghi a promettere all’Ue la cancellazione dell’obbligo per i venditori di elettricità di “raccogliere tramite le bollette somme che non sono direttamente correlate con l’energia”. In ogni caso l’impegno formalizzato con il disegno di legge produrrà effetti soltanto a partire dalla fine del prossimo anno. Il canone Rai in bolletta elettrica – che prima della riforma veniva versato in unica rata da 113 euro l’anno – era stato introdotto dal governo Renzi con la legge di Stabilità 2015 per arginare l’evasione dilagante dell’imposta sulla Tv pubblica. L’addebito sulle fatture emesse dalle società elettriche ha però gonfiato le bollette, facendole apparire più care di quanto in realtà non fossero. Attirando le critiche dell’Ue.