Addio al Duca Bianco. È morto David Bowie, il gigante della musica britannica

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Il compleanno, il nuovo disco, la morte: in pochi giorni David Bowie ha scritto le ultime pagine della sua eccentrica vita. Ma la parola fine non sarà mai scritta sul mito e su una carriera lunga 50 anni. Il trasformista del pop e rock si è spento a 69 anni, dopo 18 mesi di battaglia contro il cancro. Visionario e innovatore, il Duca Bianco, come era soprannominato, aveva da poco pubblicato l’ultimo album Blackstar, le cui atmosfere, testi e perfino la copertina, vengono riletti come un testamento spirituale.

50 ANNI DI CARRIERA
L’8 gennaio David Robert Jones (Bowie è il cognome adottato all’inizio della carriera per non confondersi con il David Jones cantante dei Monkees) ha compiuto 69 anni e ha pubblicato Blackstar. Il suo primo singolo, Can’t help thinking about me risale al 14 gennaio del 1966. Sette anni dopo era già un mito giovanile, il fondatore del glam rock. Nel 1973, con uno strepitoso concerto all’Hammersmith Odeon di Londra annunciava la fine di Ziggy Stardust, l’alieno dalla rivoluzionaria ambiguità sessuale che è stato la sua prima incarnazione e il passaporto per il successo. Bowie dal 1997 è anche quotato in Borsa, grazie all’emissione dei Bowie Bonds effettuata offrendo a garanzia le royalties ricevute per i dischi venduti fino al 1993 (circa un milione di copie all’anno). Da questa operazione pare che abbia ricavato più di 40 milioni di euro. Nel 2007 ha ricevuto il Grammy alla carriera.

L’INCONTRO
1967: Bowie conosce Lindsay Kemp e apprende i segreti del mimo e della messa in scena teatrale. Nei panni di Ziggy Stardust e il Duca Bianco, ha inciso album leggendari come Space Oddity, The Man who sold the world, The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars. Negli anni ’80 è un mito, uno dei pochi capaci di conciliare rock e teatro, pop e avanguardia, trasgressione sessuale e letteratura. Dopo Station to station e The Thin White Duke, lascia Los Angeles e si trasferisce a Berlino dove registra tre album storici: Low, Heroes e Lodger. Riesce a liberarsi dalla cocaina e inaugura gli anni ‘80 con una svolta stilistica che gli frutterà il più grande successo commerciale della sua discografia: Let’s Dance. Negli ultimi anni Bowie non ha più ritrovato il successo. Ha cantato anche in italiano (Ragazzo solo nel film di Bertolucci Io e te).

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