Addio alla sicurezza sul lavoro, 14 milioni di euro bloccati dalla lentezza del ministero. Così i progetti restano solo sulla carta

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Una campagna dell’Inail per sostenere la sicurezza e la salute sul lavoro. Con lo scopo di limitare, attraverso la formazione, gli incidenti e le cosiddette morti bianche. Il tutto grazie uno stanziamento di 14 milioni e mezzo di euro da destinare ovviamente ai progetti approvati. Insomma, una mano tesa dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali alle piccole e medie imprese su un tema delicato, che necessita di sviluppo e sostegno. Tutto lodevole. Peccato, però, che quei fondi siano rimasti incagliati nei rivoli della burocrazia. E a quasi un anno dalla chiusura del bando, avvenuta il 10 maggio, non è nemmeno pronta la graduatoria: ci sono 179 progetti da esaminate da commissioni e sottocommissioni nominate il 31 gennaio del 2017, proprio dodici mesi dopo l’annuncio della gara (datato 19 gennaio 2016). Sì, perché mentre il tessuto produttivo soffre e spera in un supporto statale sul capitolo della formazione, il ministero guidato da Giuliano Poletti ha dovuto indicare i componenti delle commissioni esaminatrici, con tempi non proprio da velocisti. Niente di nuovo sotto il sole, quindi.

Il caso – E qual è la situazione ora? L’unica certezza è che le aziende dovranno attendere ancora un bel po’ per ottenere i fondi, generando un ulteriore pericolo: all’atto dell’erogazione dei fondi, alcune delle imprese vincitrici potrebbero non esistere più. Il bando dell’Inail era rivolto a piccole realtà, che nel tempo possono decidere di accorparsi o anche di cessare l’attività. In ogni caso un dato è inconfutabile: un’impresa che sperava di ricevere quei soldi per la formazione obbligatoria ha dovuto anticipare la somma. Il caso è stato portato alla Camera dal deputato del Pd, Marco Di Stefano, che ha depositato un’interrogazione. L’intento è quello di velocizzare l’iter e per questo ha chiesto al ministro Poletti quale sia “la tempistica per redigere la graduatoria al fine di avviare il procedimento rafforzativo delle piccole e medie imprese in materia di formazione per la sicurezza e la salute sul lavoro”. L’Inail finora si è limitata a comunicare in via ufficiale che “la Commissione di valutazione sta procedendo all’esame della documentazione amministrativa contenuta nelle buste A e, in esito alla verifica dei requisiti di ammissibilità, le Sottocommissioni stanno svolgendo l’istruttoria tecnica della documentazione contenuta nella busta B, funzionale alla valutazione dei progetti”.

Gli obiettivi – Il bando dell’Inail è stato lanciato nell’ambito di una campagna nazionale di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, facendo leva su una norma entrata in vigore nel 2008. I destinatari sono datori di lavoro delle piccole, medie e microimprese, piccoli imprenditori, ma anche lavoratori compresi quelli stagionali, e infine rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il tutto coperto con il bugdet di 14 milioni e mezzo garantito, da tempo, dal ministro delle Politiche del lavoro e delle politiche sociali. Che al momento è fermo, con buona pace dell’impegno sul fronte della prevenzione degli incidenti e dei morti sui posti di lavoro.

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di Gaetano Pedullà

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