Addio bistecca, meglio un piatto di cavallette. Per la scienza hanno le stesse proteine della carne e meno grassi. Anche se forse non sarebbe male lasciarle per cena agli scienziati

dalla Redazione
Salute

Un piatto di grilli o di cavallette per sostituire la tradizionale bistecca di carne. Sembra una battuta, almeno per gli occidentali, ma da un punto di vista scientifico potrebbe essere consigliabile. Sì, perché il contenuto di proteine e di ferro è simile, ma con un vantaggio: la ridotta presenza di grassi, che quindi favorisce anche la perdita di peso. Una ricerca, coordinata da Yemisi Latunde-Dada, del King’s College London e pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, ha svelato così quali potrebbero aiutare a sfamare gli abitanti del pianeta terra, evitando l’eccessivo sfruttamento di risorse. Il problema è quindi solo di natura culturale: in Occidente mangiare insetti è associato a un gesto ripugnante, mentre in tante altre parti del modo è considerato sostanzialmente normale. Con tutti i benefici del caso.

La Fao, negli ultimi dati forniti in merito, ha riportato che sono 1.900 le specie di insetti comunemente vendute nei mercati e consumate con regolarità. Secondo lo studio effettuato, peraltro, i grilli presentano più alti livelli di ferro tra gli insetti commestibili: un fattore che porebbe aiutare le persone con carenze di ferro. Inoltre per le cavallette i minerali come calcio, rame e zinco sono di più facile assorbimento in confronto alla tradizionale bistecca di manzo.