Addio capo politico, inizia l’era del direttorio. Cinque i posti disponibili. Da Di Maio a Crimi alle voci più critiche come Di Battista. Ecco chi è in corsa

Di Maio Crimi
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Mai più un uomo solo al comando. L’assemblea degli iscritti ha scelto e, esprimendosi sulla piattaforma Rousseau nella seconda convocazione relativa alla modifica dello Statuto, ha deciso che a guidare il Movimento 5 Stelle d’ora in poi dovrà essere un direttivo di cinque membri. Finita l’esperienza del capo politico, un incarico portato avanti da Luigi Di Maio, e quella del reggente, con Vito Crimi che ha raccolto la pesante eredità del ministro degli esteri. La guida sarà collegiale e si apre ora la partita per indicare i cinque big, con ogni probabilità in rappresentanza delle diverse anime dei 5S.

Una corsa a cui sembra destinato a partecipare lo stesso Di Maio, ma in cui potrebbe avere un ruolo importante pure Crimi. Sembra quasi scontato infine uno spazio per i più critici sulla scelta governista, senza escludere neppure un ritorno di Alessandro Di Battista che ha sbattuto la porta dopo il via libera, sempre su Rousseau, al Governo di Mario Draghi.

LA CONSULTAZIONE. Le votazioni su Rousseau si sono concluse ieri a mezzogiorno, con 11.514 preferenze espresse dagli aventi diritto al voto, relative a 6 quesiti. Una consultazione a cui hanno preso parte, sui diversi punti oggetto di dibattito, da un minimo di 11.139 iscritti a un massimo di 11.947 su una base di aventi diritto di 119.721. Il quesito più votato è stato ovviamente quello sul Comitato direttivo, con il 79,5% dei votanti (pari a 9.499) che ha optato per la guida collegiale, mentre contrari sono stati 2.448 votanti. “Preso atto dei risultati della presente votazione – hanno fatto sapere i pentastellati – si procederà all’elezione del Comitato direttivo le cui regole di candidatura sono state stabilite dal comitato di garanzia prima della modifica statutaria”.

In un post sul Blog delle Stelle, l’Associazione Rousseau ha quindi specificato che da ieri termina la reggenza della figura del capo politico e si avvia il percorso per la creazione di un organo collegiale che avrà il compito, come stabilito dalle modifiche dello statuto, di definire la linea politica del Movimento insieme all’assemblea degli iscritti, oltre che amministrare le attività quotidiane del M5S, dalla certificazione delle liste alla definizione delle candidature in occasione delle consultazioni online prima di ogni tornata elettorale, fino a decidere se modificare o meno l’attuale organizzazione territoriale del Team del Futuro.

IL FUTURO. Per quanto riguarda gli aspiranti componenti del direttivo, sono stati fissati i principali requisiti per la candidatura. Tutto, assicura l’Associazione Rousseau, nell’ottica nella maggiore collegialità. Una fase insomma in cui cerca di riprendersi uno spazio importante lo stesso Davide Casaleggio. Tra i primi a intervenire è stata quindi l’ex ministra Lezzi. “Il M5S ha deciso di cambiare la propria governance. Da oggi – ha affermato la senatrice – non sarà più guidato da un capo politico e neanche da un reggente. Ora è urgente la convocazione degli iscritti per l’elezione del nuovo comitato direttivo in quanto il M5S non può restare privo delle figure autorizzate ad assumere decisioni sulle linee politiche”.