L’addio della Polverini al partito fantasma. Tutti a sparare sull’ex sindacalista, ma nessuno dice che Forza Italia non c’è più

RENATA POLVERINI
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Renata Polverini ha votato alla Camera la fiducia al governo Conte ed ha subito conquistato i trend sui social. “Voltagabbana”, “responsabile”, “costruttrice” (“pontefice”), “volenterosa”? A parte il profluvio di aggettivi che l’hanno subito incorniciata alcune considerazioni sono d’obbligo. La Polverini, che ricordiamo è stata governatrice della Regione Lazio con il centro-destra, non è una centrista ma è proprio una donna della destra dura essendo stata anche segretaria del sindacato Ugl dove ha fatto tutta la gavetta prima della Politica con la P maiuscola. Eppure si sa che gli estremi si toccano e così Renata ha sempre subito una sorta di fascinazione per la sinistra, provenendo lei dalla destra sociale.

Il suo ex marito Massimo Cavicchioli era un sindacalista Cgil. Vi ricordate quando la Polverini flirtava con Walter Veltroni nei programmi televisivi? Certo tirare fuori la foto con un suo saluto romano è stato un colpo basso ma la cinecittà dei fotogrammi è tosto venuta in suo soccorso; infatti Renata ha detto che si tratta appunto di un fotogramma rubato da una sequenza in cui agita con gioia le mani. Insomma da Julius Evola a Karl Marx è sembrata però ai più una mossa un po’ troppo azzardata anche per una nostrana Nicola Bombacci, uno che oscillò sempre tra Lenin e Mussolini, ma scelse l’uomo sbagliato e il momento sbagliato per affiancare l’ennesima volta il Duce, visto che finì a Piazzale Loreto.

Detto questo, la poveretta bersagliata da un mare di critiche, ha anche diritto a delle attenuanti più che generiche. Infatti da qualche tempo l’ex governatrice era entrata in Forza Italia, un partito fantasma a livello nazionale, ma ancora più fantasma a Roma dove dovrebbe essere guidato da Maurizio Gasparri, ma da solo perché in pratica non c’è nessuno o quasi, come si è potuto constatare qualche giorno fa in una manifestazione in Campidoglio. Insomma la Polverini fa parte di una entità ectoplasmatica in cui neppure si sa chi comanda essendo che l’ex Cavaliere ha ben altri pensieri e ha demandato tutto.

Il tradimento c’è indubbiamente stato, ma tuttavia considerando dove si trovava prima la cosa si ridimensiona abbastanza. Per finire un curioso soccorso rosso è giunto da qualche parlamentare donna di sinistra che ha accusato – come al solito in questi casi – di sessismo il tiro a piccione all’onorevole per i gossip su una smentita storia d’amore con Luca Lotti, nonostante la grande differenza d’età.