Addio modello Veneto. Record negativo di morti per abitanti. Per Zaia altra doccia fredda dal Cts. Sperava nel giallo, resta arancione

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Ci aveva sperato fino all’ultimo, il governatore Luca Zaia, ma la buona notizia non è arrivata: Il Veneto resterà zona arancione. Come ogni venerdì, ieri la cabina di regia ha fornito i dati settimanali del monitoraggio Covid in Italia sulla base dei quali il ministro della Salute Roberto Speranza assegna le nuove zone di rischio alle regioni con ordinanza valida dal weekend o dal lunedì successivo. Il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, ha ricordato anche ieri che “Per uscire dalla zona arancione o rossa occorrono almeno 3 settimane.

Dopo una settimana dall’ingresso in fascia rossa o arancione una Regione può sì chiedere la revisione del suo collocamento sulla base dei dati del monitoraggio Iss che viene fatto ogni venerdì, ma i dati al ribasso devono confermarsi per 2 settimane”. In ogni caso ieri, nel tradizionale punto stampa, trasmesso anche in diretta sulla sua pagina Facebook, il presidente Zaia, poche ore prima che venisse resa nota la decisone di Roma, aveva affermato che avrebbe “accettato l’indicazione dei tecnici” pur sottolineando che “(in Veneto, ndr) abbiamo dati sicuramente come l’altra volta, anzi, come da sempre: siamo sempre stati in zona gialla.

Voglio ricordare che l’algoritmo a noi ci ha sempre dedicato alla zona gialla. Ci è stata data nell’altra valutazione la zona arancione in virtù del fatto che eravamo catalogati con rischio alto per l’ospedalizzazione e quant’altro”. E ancora “Siamo passati da 480 positivi ogni 100 mila abitanti a 178. E anche nei ricoveri la situazione è in continuo miglioramento. Ora ci sono 2416 pazienti in area non critica ovvero -49 e in intensiva -12 rispetto alle ultime 24 ore pari a 321. I dati sono in miglioramento ma la preoccupazione resta”, ammette il leghista, che non nasconde che il numero dei decessi è ancora elevato.

“Purtroppo rispetto a ieri (giovedì, ndr) abbiamo avuto 75 morti e il focolaio nelle vicinanze di Parigi non ci lascia tranquilli. Comunque credo che da noi la terza ondata sia passata”. Anche se l’indice Rt è tornato a scendere a quota 0.81 e la pressione sugli ospedali continua a scendere il bilancio del virus testimonia che gli infetti da inizio epidemia hanno raggiunto quota 303.683 e i morti sono 8.439.

Insomma, se nella cosidetta prima ondata il Veneto aveva sicuramente numeri da “regione virtuosa”, con la seconda ondata sicuramente le cose sono sicuramente andate peggio. Zaia però ieri si è mostrato ottimista ed ha annunciato che da due-tre giorni è partita un’operazione che ha definito di “pulizia da Covid”: “La prossima settimana – ha annunciato – avremo delle novità sul tema dell’ambulatoriale con l’apertura alle prestazioni intramoenia e ambulatoriali”. Toni tranquillizzanti anche sul tema vaccini. “Per la prossima settimana abbiamo i vaccini per fare tutti i richiami previsti, poi si passerà subito a vaccinare gli over 75, proseguendo senza interruzioni nella campagna vaccinale”.

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