Adesso arriva la Finanza. Le paure del sindaco di Lodi. Uggetti intercettato mentre scommetteva di finire male. Respinta intanto la richiesta di scarcerazione

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Il caso Lodi sembra quasi un remake dello scandalo Ruby, dove Silvio Berlusconi non ha commesso reati con il Bunga bunga, ma si è messo nei guai stipendiando le Olgettine e irritando la Procura di Milano, che lo accusa di essersi comprato i testi e di aver intralciato le indagini. Simone Uggetti, il sindaco piddino arrestato per turbativa d’asta su una piscina estiva, reato decisamente “minore” e ancora da dimostrare, quando parla con l’altro indagato, l’avvocato Cristiano Marini, si comporta come se l’avesse combinata grossa e s’inguaia con le sue stesse parole, perché si agita nel tentativo di capire dove va a parare l’inchiesta su di lui.

LA SCOMMESSA – L’ultima intercettazione uscita dai faldoni dell’inchiesta della Procura di Lodi è del 12 aprile scorso e riguarda una conversazione tra il sindaco e un altro indagato, l’imprenditore Luigi Pasquini, amministratore di due piscine interessate al bando comunale. Il politico dice all’amico: “Devi mettere che arriva la Finanza. Io ne sono sicuro, c’è un piccolo segnale”. E di fronte allo scetticismo dell’imprenditore, Uggetti rincara: “Io non sono abituato a scommettere. ma scommetto perchè sono sicuro di vincere”. Per completare l’autorete, il delfino del vicesegretario Pd Lorenzo Guerini (ex sindaco di Lodi) il 18 aprile ha la bella idea di andare dal comandante provinciale della Guardia di Finanza di Lodi, Massimo Benassi, allo scopo di acquisire notizie sulle inchieste in corso. Il risultato sarà disastroso, perché il colonnello ovviamente registra tutto quanto e la conversazione finisce dritta dritta agli atti dell’inchiesta.

AUTOLESIONISMO – Del resto Uggetti, in un’intercettazione ambientale del 6 aprile scorso, si era già inguaiato consigliando a Marini, per il quale era stato fatto il bando su misura, di “estrarre tutti i documenti dal computer e di formattare”. I documenti da far sparire in vista di possibili perquisizioni erano le bozze del bando di gara che il sindaco aveva mandato per email all’imprenditore. Il giorno dopo, il sindaco torna alla carica e impartisce a Marini una piccola lezione di formattazione, spiegandogli come “creare una partizione autonoma” nell’hard disk. In realtà Uggetti non è un grande esperto di sicurezza informatica, ma come documentano le intercettazioni ambientali, si avvale di un tecnico del Comune che lavora per il suo problema e a un certo punto gli dice: “Ieri sera ti ho trovato due, tre soluzioni e adesso ti ho lanciato un programmino…”. Intanto questa mattina è stata respinta la richiesta di scarcerazione per Uggetti.

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di Gaetano Pedullà

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