Adinolfi nell’AdnKronos per i fondi all’editoria. Il Generale è molto vicino a Luca Lotti che ha la delega per finanziare i giornali

di Stefano Sansonetti
Primo piano

Un generale lobbista non rappresenta un’anteprima assoluta. Un generale lobbista per un’agenzia di stampa, però, desta una certa curiosità. Soprattutto se questa agenzia, come del resto le principali colleghe, vive di fondi pubblici. E soprattutto se il generale in questione, una vita trascorsa all’interno delle Fiamme Gialle, è molto vicino al presidente del consiglio e al sottosegretario con delega proprio all’editoria. Inutile girarci intorno, la notizia è passata piuttosto sottotraccia. Ma in molti si chiedono: cosa c’è dietro all’ascesa dell’ex numero due della Guardia di Finanza, Michele Adinolfi, alla presidenza di AdnKronos Comunicazione, società del gruppo che fa capo a Pippo Marra? La spiegazione più immediata è che tra i due c’è un rapporto consolidato. Un legame che è emerso anni fa anche nel corso dell’inchiesta sulla P4.

IL PRECEDENTE – Il generale venne indagato perché secondo una testimonianza di Marco Milanese, ex braccio destro dell’allora ministro dell’economia Giulio Tremonti, durante una cena avrebbe rivelato a Marra l’esistenza di un’indagine a carico di Luigi Bisignani. Adinolfi si difese dicendo che la cena c’era stata, ma ben prima che avesse inizio l’indagine. E per questo fu archiviato. Ma non c’è dubbio che la vicenda gli è costata cara, soprattutto per quella che era la sua ambizione: diventare comandante generale della Guardia di finanza. Sta di fatto che Adinolfi e Marra vantano un rapporto risalente nel tempo. E anche alla luce di questo il generale, che nel dicembre 2015 ha lasciato con un po’ di anticipo le Fiamme Gialle, si è sistemato alla presidenza di AdnKronos Comunicazione. Società, quest’ultima, “operativa nel mercato della comunicazione d’impresa e delle relazioni pubbliche”, come recita l’apposito comunicato. Ma l’AdnKronos, come tutte le altre agenzie, punta per il suo sostentamento sui fondi pubblici, da qualunque parte arrivino.

GLI INCASSI – Nel 2015, per dire, ha preso 68 mila euro da Bankitalia. Nel 2014, invece, 300 mila euro per la fornitura di un notiziario alla Sogei. Nel 2014 e nel 2013, grazie a contratti con Palazzo Chigi, ha incamerato circa 9 milioni l’anno. Nel primo semestre 2013 ha messo in cascina 222 mila euro dalla Camera. Il piatto ricco, però, sono i fondi per l’editoria, quelli sui quali sovrintende il sottosegretario Luca Lotti. E qui tornano alla mente altre intercettazioni, senza rilievo penale, in cui Adinofi parlava in confidenza con Matteo Renzi e con lo stesso Lotti, lamentandosi dell’allora proroga anticipata del generale Saverio Capolupo a capo delle Fiamme Gialle. Insomma, chissà che adesso Adinolfi non possa essere utile a Marra nella delicata partita della distribuzione dei fondi per l’editoria. Del resto il generale, come lui stesso ha ammesso, è molto vicino ai renziani. E ne conosce a fondo il percorso, sin dai tempi in cui guidava la Gdf in Toscana.

Twitter: @SSansonetti