L’Aifa frena il vaccino AstraZeneca. Ma per Sileri va somministrato pure agli over 65. Il viceministro chiede di acquisire anche il siero russo Sputnik

PIERPAOLO SILERI
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“Per massima precauzione l’Aifa ha messo il limite di 55 anni, io ho già scritto al direttore generale di Aifa per chiedere di portarlo a 65”. Così il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, sul vaccino in produzione da Astrazeneca. “Le dosi che arriveranno sono circa 1 milione per il mese di febbraio e poi arriveranno altri 3 milioni di dosi a seguire. La casa farmaceutica nella sede belga pensava di poter fare più dosi attraverso i cosiddetti bireattori, la produzione però è stata inferiore rispetto alle attese e questo ha determinato una riduzione della capacità produttiva che AstraZeneca sta cercando di ovviare cercando nuove sedi produttive”. Sileri ha aggiunto che “si sta guardando al vaccino russo perché c’è un’esigenza crescente di rendere rapida la vaccinazione, anche per non incorrere nel rischio che si generino altre varianti”.

Insomma il virus sembra non arrestarsi e per fronteggiarlo potremmo presto avvalerci di vaccini finora poco considerati. A sostenere e chiedere l’utilizzo del vaccino russo c’è in prima fila l’assessore milanese, Letizia Moratti, che dopo la pubblicazione su Lancet che ne attesta una efficacia del 91% è andata a bussare alla porta del commissario Domenico Arcuri chiedendo di valutare la possibilità di acquistare lo «Sputnik V». Intanto da Roma fanno sapere che il vaccino AstraZeneca, in consegna da domani (leggi l’articolo), sarà somministrato solo agli under 55 tra insegnanti, forze armate e di polizia, detenuti e personale delle carceri; mentre Pfizer e Moderna agli over 80 e alle categorie più vulnerabili.

Ma, sul fronte vaccini, se da un lato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) rassicura: “la disponibilità di vaccini anti-Covid entro il mese di giugno è quantificabile nell’ordine più o meno dei 40 milioni” di dosi. “Quindi dovremmo arrivare largamente a una cifra importante di persone che vengono a essere vaccinate. Siamo nell’ordine dei 20 milioni di persone almeno per il mese di giugno. Abbiamo avuto 2 milioni di dosi a gennaio – ricorda – e parlando solo dei vaccini per ora approvati avremo 4 milioni per febbraio, 8,3 per marzo e poi 25 milioni per il trimestre successivo. E’ chiaro che, se arriveranno ulteriori dosi di vaccini o ci saranno vaccini che verranno approvati, questo numero si può incrementare. Oggi questi sono i numeri rispetto ai tre vaccini Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca e in funzione di quella che è la previsione di fornitura”, spiega Locatelli.

Dall’altro lato le forniture di vaccini scarseggiano, o meglio hanno subito una notevole riduzione. Secondo la fondazione Gimbe c’è tutt’altro che da star sereni. Le forniture previste per il primo trimestre 2021 sono le seguenti: Pfizer-BioNTech si è impegnata a fornire 7,56 milioni di dosi; Moderna ha confermato la fornitura di 1,32 milioni di dosi previste dal piano vaccinale; AstraZeneca si è impegnata a consegnare 5,3 milioni di dosi secondo quanto annunciato dalla Presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen.

Complessivamente, fa sapere la Fondazione Gimbe, nel primo trimestre, considerando anche le 480 mila consegnate nel mese di dicembre 2020, si stima la disponibilità di 14,7 milioni di dosi (di cui già consegnate quasi 2,4 milioni) che permetterebbero di completare il ciclo vaccinale di 7,3 milioni di persone (circa 12% della popolazione). Sul fronte delle somministrazioni hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 808.306 persone, 1,36% della popolazione. Data l’incertezza nelle tempistiche, per non perdere tutti i vaccini somministrati, è necessario assicurare le seconde dosi.

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