“Aiutiamoli a casa loro”: sugli sbarchi dei migranti Renzi si veste da Salvini e viene travolto dalle critiche

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il giorno dopo l’ennesimo schiaffo preso dall’Italia sul tema migranti, Matteo Renzi si presenta a Ore Nove, la rassegna stampa che apre la giornata politica del Pd, e la spara grossa: “Ci deve essere un numero chiuso di arrivi – dice il leader del Nazareno –. Non ci dobbiamo sentire in colpa se non possiamo accogliere tutti, noi dobbiamo salvare tutti, ma non possiamo accoglierli tutti in Italia”. Parole che sembrano uscite dalla bocca dell’“altro Matteo”, quel Salvini (Lega) teorico dell’“aiutiamoli a casa loro”.

Cordoni chiusi – E invece davanti alla telecamera c’è l’ex premier, che parla da capo del Governo in pectore. Visto che, annuncia ancora dettando la linea futura, “gli europei hanno preso un impegno con noi, non lo fanno? Nel 2018 si discute il bilancio dei prossimi anni, se i Paesi non si impegnano all’accoglienza, credo sia giusto che l’Italia non contribuisca a pagare tutti i soldi che deve. Loro bloccano i porti, noi blocchiamo i fondi, questo non è un ricatto, è una constatazione”. Dichiarazioni che scatenano la reazione delle opposizioni. Con Arturo Scotto, Movimento Democratico e Progressista (Mdp) parla di “mossa propagandistica”. Perché “è sbagliato e tecnicamente non si può fare – spiega ancora il deputato di Mdp –. La cosa più saggia sarebbe superare la Bossi-Fini come da tempo chiedono le associazioni e tornare a un governo dei flussi migratori attraverso regolari accordi con i paesi”. Il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, parla addirittura di “retorica xenofoba”. E anche Forza Italia e Lega non le mandano certo a dire. Proprio Salvini attacca: “Numero chiuso per gli immigrati, non possiamo accogliere tutti: ma come, perché se lo chiedo io sono razzista? Intanto però – aggiunge il numero uno di via Bellerio – ne sbarcano altre migliaia. Lui lo dice, noi lo faremo”. Così nel pomeriggio, sempre da Tallinn (dove ha partecipato alla riunione informale con i colleghi europei), è il ministro della Giustizia Andrea Orlando, ultimamente non proprio in linea con le posizioni del segretario, a prenderne le difese. La proposta di Renzi “è uno dei molti modi, come la questione dei porti, di dire all’Europa che non riusciamo a gestire da soli un fenomeno che durerà ancora molto nel tempo, che non riguarda l’Italia ma riguarda tutta l’Europa e riguarda l’Italia solo perché è il luogo di approdo più vicino alle rotte dei migranti – afferma il Guardasigilli –. Spero che il messaggio sia raccolto”.

In pratica – Ma al di là delle chiacchiere, quello disegnato dal leader del Pd è uno scenario praticabile? Convenzione europea dei diritti dell’uomo e Convenzione di Ginevra alla mano, non è possibile limitare l’accoglienza per profughi di guerra e rifugiati politici. “Per nessuno di loro – aspiranti rifugiati o ‘migranti economici’ – è possibile o sensato applicare un numero chiuso”, ha ricordato a tal proposito il direttore del Tg La7, Enrico Mentana. “E poi, ove mai, quale numero? Deciso in base a cosa? Posti letto? ‘Lavori che gli italiani non vogliono più fare’? Quota percentuale rispetto alla demografia del paese?”. Tutte belle domande.

Twitter: @GiorgioVelardi