Al Colosseo rivive l’arte di Palmira. I tesori distrutti dall’Isis ricostruiti in 3D a Roma. La mostra evento dal 7 ottobre all’11 dicembre

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Non è utopia. Rivivere la bellezza e l’arte di Palmira ora è possibile. I tesori perduti delle civiltà del Medio Oriente rinascono a Roma in una spettacolare mostra allestita nel Colosseo, intitolata “Rinascere dalle distruzioni – Ebla-Nimrud-Palmira”, che sarà aperta dal 7 ottobre all’11 dicembre. Un’esposizione inedita realizzata grazie a tre aziende italiane (la Nicola Salvioli, Arte Idea e Tryeco 2.0) che presenteranno rispettivamente un capillare lavoro di ricostruzione in scala 1:1 di tre patrimoni dell’umanità distrutti recentemente dall’Isis: il Toro androcefalo dell’antica città di Nimrud, l’Archivio di Ebla del 2300 avanti Cristo e il soffitto del Tempio di Bel a Palmira. Attraverso l’uso delle più moderne tecnologie, tra cui stampanti 3D, e laser scanner, è stato possibile restituire l’effetto originale dell’arenaria o del marmo.

SEGNALE FORTE – Un’iniziativa scientifica, ma anche simbolica perché punta a lanciare un segnale di speranza ai Paesi feriti, in questo caso Siria e Iraq: “La comunità internazionale è pronta a sostenere con la ricostruzione dei loro monumenti. Oltre a essere d’aiuto per combattere terrorismo”, ha precisato Francesco Rutelli, ideatore della mostra in qualità di presidente dell’Associazione Incontro di Civiltà, affiancato dal Comitato Scientifico guidato dall’archeologo Paolo Matthiae. Il progetto è stato sostenuto dalla Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo presieduta dal professor Emmanuele Emanuele, il quale ha commentato: “Non mi fermerò alla ricostruzione simbolica, dobbiamo davvero restituire la vita a quei luoghi distrutti”. La mostra, patrocinata dall’Unesco, sarà inaugurata il 6 ottobre dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sky Arte Hd, partner dell’esposizione, curerà invece un documentario che andrà in onda a gennaio. Accogliere le tre opere nel monumento più visitato d’Italia, darà inoltre un valore in più. Lo ha sottolineato Francesco Prosperetti, soprintendente speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma: “questo monumento simbolo saprà comunicare al mondo l’emozione e la speranza di rinascita della bellezza distrutta”.

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di Gaetano Pedullà

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