Giovani sbronzi così per sballo. La moda del binge drinking dilaga nelle discoteche. Allarme alcol a soli 11 anni

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di Virginia Spinelli Giordano

Una generazione da “sballo” in continuo allarme rosso. Ma la notizia che i ragazzi bevono non è di certo una novità. Lo fanno oggi. Lo facevano ieri. E probabilmente continueranno a farlo. Il vero problema è che l’alcol-dipendenza è una piaga sociale devastante che richiede una continua attenzione, soprattutto per le conseguenze sanitarie che ne derivano. Una vera e propria “generazione alcol”, costituita da adolescenti che consumano il loro primo bicchiere già tra gli 11 e 13 anni. Ragazzi che bruciano le tappe per dimostrare indipendenza e stili di vita da grandi. Il risultato deleterio è quello di giovanissimi che cercano lo sballo del sabato sera, consumando dai due ai quattro drink in discoteca per farsi accettare dai coetanei.

I DATI
L’ultima relazione del ministro della Salute, trasmessa al Parlamento, fa emergere gli allarmanti dati Istat: il 63% dei giovani – dagli 11 anni in su – ha consumato almeno una bevanda alcolica, con prevalenza notevolmente maggiore tra i maschi (76,6%) rispetto alle femmine (50,2%). Inoltre, secondo la Società italiana di medicina dell’adolescenza, da una parte si beve per “essere accettati dal gruppo” (nel 47,6% dei casi), mentre nel 47,5% dei casi per divertirsi. Tra i comportamenti più allarmanti però c’è il cosiddetto “binge drinking”, ovvero il consumo di almeno sei bicchieri di alcolici in una sola occasione. In altre parole, bere fino all’essere ubriachi, perdendo cosi ogni concezione della realtà. Il bicchiere è diventato uno strumento di socializzazione durante gli aperitivi, feste e soprattutto nel fine settimana.

I MODELLI
Se per colpa dei film degli Anni Cinquanta i giovani di allora hanno imparato a fumare oggi non basta togliere la cronaca nera da Domenica In per tutelare le fasce protette. Occorre intervenire pure sugli spot di alcolici e aperitivi.