Alfano all’ultima spiaggia

Di Maurizio Grosso

Alla fine arriva pure la protesta dei poliziotti. La sortita del ministro dellโ€™interno, Angelino Alfano, a proposito del rafforamento dei presidi anticontraffazione delle forze dellโ€™ordine contro i โ€œvu cumprร โ€ in spiaggia, si sta rivelando un boomerang incredibile. Dopo le prese di posizione di chi ha letto nelle parole del ministro un che di razzista, ieri รจ arrivata la reazione degli stessi poliziotti. I quali hanno avuto gioco sin troppo facile nel far notare che, tra tagli selvaggi e spending review in programma, non si puรฒ proprio chiedere alle forze dellโ€™ordine di essere presenti dove non sono in grado di arrivare. โ€œLโ€™operazione โ€˜spiagge sicureโ€™ annunciata dal ministro Alfano รจ solo propagandaโ€, ha tuonato ieri senza tanti complimenti Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap. Il quale non ha potuto fare a meno di ricordare che โ€œnon ci sono uomini, non ci sono mezzi e qui si pensa di inviare i poliziotti nelle spiagge per sanzionare i vu cumprร โ€.

La sfida
Al punto che il sindacato, e certo non per la prima volta, ha posto con toni sarcastici una domenda ai vertici del Viminale: โ€œIl ministro Alfano lo sa che in Sardegna, affollatissima di turisti ad agosto, ci sono in questo momento solo 10 pattuglie della stradale, a causa dei ben noti tagli al personale e ai mezzi?โ€. Tra lโ€™altro, ha aggiunto Tonelli, โ€œla situazione non รจ migliore nelle altre localitร  di villeggiatura. Problemi analoghi ci sono anche per le Questure, gli uffici Polfer e i Reparti mobili, che vengono spesso utilizzati come tappabuchi. Con quali uomini e mezzi il ministro Alfano ipotizza di dare attuazione allโ€™operazione โ€˜spiagge sicureโ€™? Pensa che siano sufficienti una circolare ministeriale e una conferenza stampa per risolvere i problemi?โ€. Insomma, toni che piรน duri non si puรฒ. E che riportano subito dโ€™attualitร  il dibattito sulla spending review che ha travolto le forze dellโ€™ordine. Da qui lโ€™ennesimo affondo da parte del Sap, il quale ha invitato il ministro a rivedere โ€œimmediatamente il piano di soppressione degli uffici di polizia, legato alla spending review, che da settembre vedrร  un taglio di 267 presidiโ€ e a mantenere โ€œla promessa fatta di sbloccare il tetto stipendiale per gli operatori in divisaโ€. Il messaggio finale รจ sin troppo eloquente: โ€œVogliamo fatti, non propagandaโ€. Che poi, quasi in sequenza, anche le federazioni territoriali del Sap hanno sparato a zero sul Viminale portando ciascuna la propria esperienza. Tanto per fare un esempio il vicesegretario provinciale di Roma, Giulio Incoronato, ha spiegato che โ€œnel commissariato Fiumicino vi sono circa 65 poliziotti per i 70 mila abitanti: un agente ogni mille residenti o poco meno e questo rappresenta un dato allarmante, con un numero cosรฌ esiguo di operatori diventa chiaro come รจ impossibile per loro, oltre ai compiti istituzionali, monitorare un territorio vasto, con dieci localitร  disseminate tra mare e campagna, spiagge e colline, tra arterie ad alto scorrimento e nuclei urbani isolati per chilometri.

Le frecciate
Lo stesso discorso, ha incalzato il segretario regionale del Sap Lazio Francesco Paolo Russo, vale per Ostia. โ€œLa pianta organica del commissariato Lido, risalente al lontano 1989, prevederebbe 145 uomini ma ad oggi ne contiamo circa 120โ€, ha esordito Russo, aggiungendo quindi che a โ€œun incremento esponenziale della densitร  demografica e del territorio di competenza, abbiamo un brusco e sostanziale calo delle forze in campo. La sicurezza, sia reale che percepita, รจ garantita solo ed esclusivamente grazie allโ€™impegno delle donne e degli uomini in divisa, per i quali i tempi stanno prevedendo solo oneriโ€. Insomma, anche per Russo รจ arrivato il momento di dire โ€œbasta alla propagandaโ€. Da qui lโ€™invito a โ€œinvestire sulla sicurezza attraverso il rafforzamento degli organici delle forze dellโ€™ordine, che questโ€™anno hanno subito tagli su tagliโ€.

ALLA FACCIA DEI TAGLI SELETTIVI. LE FORZE DELL’ORDINE SONO ALLO STREMO

Di Mar. Gr.

Come al solito si sceglie la strada piรน semplice. Anche a costo di sacrificare uno dei comparti piรน importanti e delicati nel funzionamento della macchina dello Stato: parliamo del settore della sicurezza. Sul quale, manovra dopo manovra, negli ultimi anni i tagli governativi si sono abbattuti con unโ€™incredibile durezza. Ancora oggi, tra razionalizzazioni varie e spending review in programma, il piano dellโ€™esecutivo dovrebbe puntare innanzitutto su un blocco del turn over al 55% almeno fino al 2015. Il tutto per arrivare a un risparmio complessivo di 1,5 miliardi di euro. E cosรฌ, tra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, lโ€™obiettivo ultimo sarebbe quello di arrivare a tagliare circa 80 mila persone entro il 2020. Alla faccia della revisione โ€œqualitativaโ€ della spesa pubblica e dei tagli selettivi. La realtร  รจ che cambiano i governi, cambiano i commissari, ma alla fine si opta sempre per la soluzione piรน semplice ma anche piรน tranchant: un colpo secca dโ€™accetta.

I presidi
In ballo, come piรน volte รจ stato denunciato dai sindacati di settore, ci sono anche tagli ai presidi territoriali delle forze dellโ€™ordine. Sarebbero 267 quelli destinati a farne le spese, per risparmi che, a quanto pare, non รจ che siano granchรฉ. Il tutto si inserisce allโ€™interno di un incredibile quadro di penuria di mezzi, oltre chi di uomini. Sono circa 24 mila i mezzi totali oggi in carico alla polizia italiana, ma un terzo di questi eฬ€ in riparazione costante. Milano, Torino e Bari, ad esempio, hanno a disposizione circa 500 vetture ognuna, ma una media di 170 vetture per cittaฬ€ sono ferme dal meccanico. A Napoli su mille automobili 300 sono in riparazione. Non va meglio nella capitale, dove a fronte delle 1.600 vetture disponibili, circa 500 sono ferme ai box. La colpa di tutto cioฬ€ eฬ€ da una parte della cronica mancanza di fondi, che impedisce di saldare le fatture ai meccanici i quali, per tutelarsi, non riconsegnano le auto se non dopo il saldo dei lavori (o addirittura non li fanno finchรฉ non vedono la concreta possibilitaฬ€ di essere pagati); dallโ€™altra incide molto lโ€™usura dei mezzi, che acuisce i problemi di meccanica. Le volanti, tanto per fare un esempio, hanno in media 200 mila chilometri sotto le gomme, a volte anche 300 mila, e tutti passati con una guida cosiddetta โ€œoperativaโ€, che stressa le vetture molto piuฬ€ di un normale conducente di auto. A questo poi si devono aggiungere le auto virtualmente in servizio ma ferme o per mancanza di rinnovo assicurativo o per mancanza di carburante.

Lโ€™inutile Lamborghini
E pensare che lo scorso maggio era stata sbandierata la cessione da parte della Lamborghini di un modello โ€œHuracanโ€ alla Polizia di Stato. Operazione di puro marketing, e quindi del tutto inutile. โ€œPremesso che eฬ€ da apprezzare la Lamborghini per il gesto e la disponibilitaฬ€ โ€“ aveva affermato il segretario generale del Siap, Giuseppe Tiani โ€“ lโ€™enfasi che eฬ€ stata data a questa notizia eฬ€ davvero inopportuna, considerate le oggettive difficoltร  che il parco auto della polizia, e il personale, stanno vivendo. Non si riesce a garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria dei mezzi, e ci sono centinaia di fatture di meccanici ancora inevaseโ€. Gli aveva fatto eco il segretario del Sap, Gianni Tonelli: โ€œDavanti ai nostri occhi non scintillano le luci della supercar ma le ombre dei 267 uffici che saranno chiusi, e saraฬ€ solo il primo step di una cura dimagrante che non aiuteraฬ€ a garantire al meglio la sicurezza nel Paese. Solo la Polizia ha un vuoto organico di 17 mila unitaฬ€, ed entro 5 anni diventeranno 25 milaโ€.