Primi effetti arabi in Alitalia. In bilico la società dei motori. Verso il fallimento l’azienda della manutenzione. Commesse a picco da quando c’è Etihad

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Un altro pezzo dell’eccellenza industriale italiana che rischiamo di perdere per sempre. L’addio non c’è ancora, ma l’ultimo appello è fissato domani. In ballo c’è la più importante società nazionale di manutenzione di motori e componenti per l’aeronautica, quella Alitalia Maintenance System che di fatto è un ex spin-off della nostra ex compagnia di bandiera. Se il gruppo giordano Panmed Energy non inizierà a versare parte dei 250 milioni promessi il 5 gennaio 2014 per rilanciare l’azienda (in un piano di 5 anni), il Cda già fissato dai due soci Alitalia Sai e Bedeck avrà poche possibilità di salvare il gruppo dal fallimento. Una perdita irreparabile di know-how, oltre che di 320 posti di lavoro altamente specializzati e del numeroso indotto. Un gioiello che vive con difficoltà sin dai tempi della separazione da Alitalia, ma che ha garantito la revisione dei motori agli aerei della compagnia, con un altissimo standard di sicurezza.

SOCIO EVANESCENTE
Proprio Alitalia però si è trasformata nel tempo da madre generosa in matrigna, diminuendo progressivamente il numero dei motori inviati alla manutenzione, a costo di far volare i mezzi fino al limite delle specifiche raccomandate dal costruttore. Con meno commesse, e quindi meno entrate, la società è andata in perdita. Di qui la ricerca di un socio, individuato nell’enigmatico investitore giordano Shermine Dajani, a capo di una delle prime realtà impiantistiche e delle energie rinnovabili del bacino del Mediterraneo. La Panmed ha tenuto però un atteggiamento sempre ondivago, disertando molti appuntamenti, in uno stile che è notoriamente tipico degli uomini d’affari arabi. Si è arrivati così a un passo dal fallimento e adesso le leve in mano anche al Governo sono pochissime. Nonostante gli accordi al ministero dell’Industria e le pressioni, arrivate persino dal Movimento 5 Stelle per affidare alla Ams la manutenzione dei motori dell’aeronautica militare (incredibilmente, la revisione è affidata a società estere), l’azienda rischia di saltare. Un’evenienza che i maligni non vedono come una tragedia per la nuova Alitalia a trazione Ethiad.

ADDIO ESCLUSIVA
La società Alitalia Maintenace System ha infatti l’esclusiva della manutenzione dei motori Alitalia e in caso di fallimento Alitalia-Etihad sarà libera di far revisionare i motori da altri fornitori in giro per il mondo, probabilmente a gruppi più congeniali all’azionista arabo di Alitalia e a un costo più basso. Come questi risparmi si concilino con gli alti standard di sicurezza necessari è però un rebus difficile da sciogliere. Forse per questo motivo ci sarebbero attualmente dieci motori custoditi negli hangar, tenuti momentaneamente a terra piuttosto che fatti revisionare all’Ams. Domani così il Cda dovrà decidere il destino della società di manutenzione. Prima che il 22 settembre la parola passi al tribunale fallimentare.