Alla faccia della digitalizzazione: le imprese italiane sono ferme al 12%. E le capacità di vendita online sono imbarazzanti

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Il ritardo di tante aziende italiane rispetto a quelle di altri Paesi passa anche per il gravissimo ritardo digitale. La digitalizzazione delle imprese italiane è ferma al 12% e limitata sostanzialmente a quelle aziende che operano nell’editoria e nelle telecomunicazioni. Quando si parla di digitalizzazione non si intende l’avere un sito internet, che è presente nel 71% dei casi. Ma si intendono anche le capacità di vendita online, ferma a soltanto il 10%, e l’utilizzo di software per la condivisione interna delle informazioni è fermo al 36%.

Sono i dati dell’Istat che mostrano un quadro che evidenzia tutta l’arretratezza delle aziende italiane. Di questo si parlerà lunedì 13 giugno nel convegno “Digitale: cambio di cultura” che si terrà nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio sulla trasformazione digitale. A promuoverlo l’Associazione “InnovaFiducia'”in collaborazione con il Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio, che intende così “creare uno spazio di confronto sul tema della trasformazione digitale. “L’obiettivo – spiega Felicia Pelagalli, presidente dell’Associazione InnovaFiducia e Founder di Culture – è contribuire allo sviluppo delle culture digitali che non sono soltanto individuali, ma condivise  all’interno dell’organizzazione di appartenenza. Non è sufficiente andare sui social per essere digitali: bisogna cambiare la cultura delle organizzazioni, costruire nuovi modelli e nuove pratiche di lavoro, ripensare in chiave digitale i modelli di business” indica Pelagalli. Il profilo degli utenti e delle competenze digitali in Italia vede  ancora ‘timidezze’ nello shopping on line e nell’home banking rispetto alla media europea”.

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