Alle Comunali il Centrodestra sfonda, ma su tutto il resto affonda. Lega e Forza Italia sempre più spaccati sulla leadership

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L’aggettivo più azzeccato è “ringalluzzito”. Il Centrodestra esce dal primo turno delle Amministrative con risultati indubbiamente superiori alle aspettative, come ammettevano ieri soddisfatti esponenti dei partiti che affollano l’area. In quattordici delle 25 principali città italiane andate alle urne due giorni fa, infatti, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia si presentano al ballottaggio in calendario tra due settimane davanti al Centrosinistra: da Genova a Como, da Taranto a La Spezia (dov’è nato il ministro della Giustizia Andrea Orlando) fino ad Asti, Gorizia, Catanzaro e Padova, dove il sindaco uscente Massimo Bitonci (Lega), mandato a casa a novembre con la complicità di due consiglieri di FI, parte davanti allo sfidante Sergio Giordani (Centrosinistra). Il tutto senza dimenticare Verona. Nella città di Romeo e Giulietta vanno al secondo turno Patrizia Bisinella, compagna del sindaco uscente Flavio Tosi (Fare!), e Federico Sboarina, che è in vantaggio di circa sei punti. Così ieri qualcuno si è affrettato a far notare, in maniera tutto sommato scontata non senza trovare resistenze, che “uniti si vince”.

Difesa e attacco – “Credo che bisogna fare un passo in più”, ha spiegato il governatore della Liguria Giovanni Toti (FI): “Mi piacciono le squadre che giocano all’attacco, penso ad un Centrodestra che possa fare un percorso che porti presto a una federazione stretta, a una lista unica”, costruendo un “patto federativo partito-coalizione”. Idea, quella rilanciata da Toti (che già in passato aveva suggerito l’ipotesi-listone), che però dentro al partito di Silvio Berlusconi non è piaciuta proprio a tutti. “Nel giorno in cui Salvini si autoproclama candidato premier del Centrodestra a trazione leghista, Toti inneggia al listone unico. Vorrei ricordare all’amico Toti che Forza Italia ed il Centrodestra tutto hanno già un leader, non autoproclamato, ma suffragato da milioni di voti che si chiama Berlusconi e a lui soltanto spetta il compito di dettare la linea politica”, ha risposto Simone Furlan, membro dell’ufficio di presidenza di FI.

Quanti ostacoli – In teoria, con la tentazione di andare anticipatamente alle urne che pare ormai tramontata, il tempo per ricostruire un percorso comune ci sarebbe. Ma gli ostacoli piazzati sulla strada che porta al traguardo sono parecchi. A cominciare dalla leadership. Ieri Matteo Salvini lo ha detto chiaro e tondo: “Se Centrodestra unito deve essere, che sia pure, ma a traino Lega”. Scenario immediatamente rigettato dal Cav., tornato a rimarcare la necessità di un Centrodestra “moderato e responsabile contro la politica degli slogan”. L’altra grande questione è quella che riguarda la legge elettorale. “Morto” il Tedeschellum, il leader del Carroccio ha invitato l’ex presidente del Milan a scegliere “il maggioritario e non il proporzionale”. Ma questo, spiegavano ieri da dentro FI, “vorrebbe dire consegnare la vittoria nelle mani di Salvini: Berlusconi non accetterà mai”. Così, l’ex premier guarda a Giorgia Meloni, con cui il dialogo non si è mai interrotto. FdI esce da queste Amministrative con un risultato superiore alle aspettative, dimostrando di poter superare anche l’eventuale scoglio del 5 per cento.