Alta tensione in Iraq. Migliaia di manifestanti attaccano l’ambasciata americana a Baghdad. Decine di feriti. Trump: “Attacco orchestrato dall’Iran. Saranno ritenuti pienamente responsabili”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Le forze di sicurezza irachene hanno respinto un attacco di manifestanti all’ambasciata americana a Baghdad, frapponendosi tra loro e le porte della sede diplomatica. Migliaia di persone, scrive la Bbc, che protestavano per i raid Usa in Iraq che hanno fatto 25 morti tra i combattenti della milizia sciita Kataib Hezbollah, hanno raggiunto l’ambasciata, oltrepassando i checkpoint della Green Zone, abitualmente blindata, al grido di “Morte all’America” e bruciando bandiere americane. I feriti dell’attacco sono oltre 60.

Il primo ministro dimissionario iraniano, Adel Abdel Mahdi, ha esortato le migliaia di manifestanti a ritirarsi. Ieri il governo iracheno aveva condannato i raid americani perché “violano la sovranità dell’Iraq”, dicendosi pronto a “rivedere le relazioni” con Washington.

“L’Iran ha ucciso un contractor, ferendo molti. Noi abbiamo risposto duramente e lo faremo sempre. Adesso l’Iran sta orchestrando un attacco all’ambasciata americana in Iraq. Saranno ritenuti pienamente responsabili. Inoltre, noi ci aspettiamo che l’Iraq impieghi le sue forze per proteggere l’ambasciata, e cosi’ siete avvisati!” ha twittato oggi il presidente americano Donald Trump commentando l’attacco alla sede diplomatica statunitense a Baghdad.