Altri 18mila contagi e 361 morti. Arcuri: “Ora abbiamo un’arma, il vaccino. I numeri sconfiggono le parole. In 10 giorni abbiamo vaccinato 600mila persone”

DOMENICO ARCURI
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“L’effetto delle misure di contenimento introdotte il 23 dicembre non è ancora evidente. Lo sviluppo e la contaminazione è, al momento, più contenuta in Italia rispetto ad altri paesi europei, ma questo non deve farci dire che ce la siamo cavata”. E’ quanto ha detto a Mezz’ora in più il Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, a proposito dell’andamento dell’epidemia in Italia. “Siamo di fronte a un’epidemia – ha aggiunto il Commissario – che va avanti da quasi un anno a fasi altalenanti. Dobbiamo raccomandare di andare avanti con cautela, prudenza, responsabilità e pazienza. Ma ora abbiamo un’arma, il vaccino”.

“Prendiamo atto – ha aggiunto Arcuri – che i numeri sconfiggono le parole. Siamo il Paese leader in Europa in quanto a dosi di vaccino somministrate. Adesso ci sono la condivisione e la passione di tutte le amministrazioni regionali, dopo un inizio abbastanza asimmetrico come quello di Lombardia e Lazio. Fino alla fine del 2020 tutti noi purtroppo guardavamo al numero dei contagiati e dei deceduti al giorno. Oggi guardiamo tre numeri, i due precedenti ai quali si aggiunge il numero dei vaccini. Prima c’era solo buio, adesso inizia a esserci un po’ di luce. In 10 giorni abbiamo vaccinato 600mila persone. Pensiamo di continuare a farlo a ritmo crescente e vediamo, anche se lontano, la fine del tunnel”.

“Siamo in una condizione meno drammatica da quella in cui eravamo sei-sette mesi fa – ha detto ancora il Commissario del governo -, in cui combattevamo con le stesse armi e senza intravedere un raggio di luce. Al crescere del numero di persone vaccinate si alzerà la barriera che eviterà la moltiplicazione dei contagi. Quanto più vacciniamo tanto più contribuiamo a rallentare la possibile moltiplicazione. Noi riusciremo a vaccinare tutti gli italiani che lo vorranno entro il prossimo autunno. Fino a quel giorno bisogna pattinare in un equilibrio tra i contagi e i vaccini. Pensare oggi, con l’1% dei vaccini fatti, che la pandemia sia finita, vuol dire non aver fatto tesoro di quello successo nell’ultimo anno, e non accorgersi di cosa accade oltra i nostri confini. L’epidemia non è fuori controllo, ma ha ripreso la sua recrudescenza nel Regno Unito, in Spagna, in Francia, e anche in Germania. Nelle ultime settimane l’indice Rt è ricominciato a salire. La situazione è molto semplice: abbiamo capito tutti che la moltiplicazione dei contagi si evita con le misure che fanno parte, ormai, del patrimonio cognitivo di tutti gli italiani. Nessuno può immaginare che queste misure non debbano continuare ad essere adottate”.

Il bollettino giornaliero del Ministero della Salute.

Sono 18.627 (ieri erano stati 19.978) i nuovi casi di Coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, a fronte di 139.758 tamponi. Le vittime sono 361 (ieri 483) in più per un totale di 78.755 decessi dall’inizio dell’epidemia. Gli attualmente positivi, secondo quanto riferisce il bollettino giornaliero del ministero della Salute, sono 579.932 (+7.090), 553.890 dei quali si trovano in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 23.427 (+167) di cui 2.615 (+22) si trovano in terapia intensiva con 181 nuovi ingressi del giorno. I dimessi/guariti sono 11.174 in più. La regione con il maggior numero di nuovi casi è la Lombardia (3.267), seguita da Emilia Romagna (2.193), Veneto (2.167), Lazio (1.746) e Sicilia (1.733). Il tasso di positività in Italia sale dall’11,6% di ieri al 13,3%.