Altro che appalti veloci e trasparenti. Pure Cantone scivola sui contratti della sua Authority

di Stefano Sansonetti
Primo piano

Anche l’Autorità Anticorruzione fa fatica ad assegnare appalti senza combinare qualche pasticcio. La struttura guidata da Raffaele Cantone, dopo una procedura come minimo travagliata, è riuscita proprio nei giorni scorsi a comunicare l’aggiudicazione di una commessa a dir poco strategica. Sul piatto c’erano i “servizi di gestione e monitoraggio del sistema informatico dell’Autorità”. In pratica l’affidamento del cervellone che custodisce tutte i dati sensibili dell’Anticorruzione. Ebbene, dopo un anno di inciampi di ogni sorta l’appalto è stato affidato a un raggruppamento guidato da Leonardo-Finmeccanica (ne fanno parte anche le società Dgs spa, Present spa e Lutech spa). L’avviso dell’aggiudicazione, che vale 4,3 milioni in un triennio, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 settembre scorso.

LA TEMPISTICA – Eppure la pubblicazione originaria del bando risale addirittura al 3 agosto del 2015, più di un anno fa. E l’originaria scadenza era stata fissata al 12 ottobre dello stesso anno. La realtà è che in mezzo è successo davvero di tutto. Tanto per cominciare dall’8 settembre al 6 ottobre del 2015 si sono succeduti ben 4 avvisi di rettifica del capitolato tecnico e dello schema di contratto a causa di un’infinità di errori comunicati dalla stessa Authority. Dopodiché, tra il 21 e il 28 ottobre del 2015, la commissione di gara si è riunita tre volte. A quel punto deve essersi verificato qualche altro problema. Dallo storico delle riunioni, infatti, emerge che la successiva seduta della commissione si è svolta ben 3 mesi e mezzo dopo, ovvero il 10 febbraio del 2016. Ma non finisce qui. A fine giugno e a fine luglio di quest’anno la medesima commissione di gara si è riunita altre due volte per analizzare l’offerta tecnica e l’offerta economica di un Rti (raggruppamento temporaneo di imprese) “riammesso alla gara”. Le carte non specificano se si tratti dell’Rti poi risultato vincitore o di un altro raggruppamento. Ma è la prova che si è registrato un ulteriore incidente di percorso che ha reso necessario un supplemento di analisi. Per carità, è chiaro che l’Authority scelta da Matteo Renzi per contrastare la corruzione in tutto il caleidoscopico mondo degli appalti pubblici italiani dovesse procedere “cum grano salis” nell’aggiudicazione di un appalto tanto rilevante. Ma proprio per la funzione che riveste, desta sorpresa la difficoltà con la quale l’Authority è riuscita a venire a capo della procedura.

IL DETTAGLIO – Che un ritardo ci sia stato, peraltro, è dimostrato anche dal passaggio del disciplinare di gara in cui si spiegava che il servizio sarebbe dovuto partire dal 1° gennaio del 2016. Non che fosse un termine vincolante, ci mancherebbe, ma è un altro indizio di come le cose siano un po’ sfuggite di mano. Anche perché gestire il cervellone dell’Anticorruzione è attività a dir poco delicata. Da questo punto di vista il capitolato tecnico evidenziava in modo sin troppo chiaro che oggetto del trattamento sono “informazioni di particolare sensibilità e rilevanza”. Al punto che ogni impresa candidata avrebbe dovuto “garantire livelli di sicurezza e riservatezza idonei alle problematiche da gestire”. Alla fine il contratto triennale è andato a Leonardo-Finmeccanica, guidata dall’Ad Mauro Moretti, che ha prevalso su altre 10 offerte. Ma il tutto si è concluso dopo un percorso che più tortuoso non si può.

Twitter: @SSansonetti