Altro che docu-film e romanzi. Il sogno segreto di Veltroni è l’Onu

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“Non ho nessuna attesa e nessuna aspirazione”. Probabilmente Walter Veltroni è anche sincero quando consegna a Denise Pardo del settimanale L’Espresso, che lo ha intervistato la scorsa settimana a proposito del suo docufilm sui bambini che sanno e gli chiede se è in corsa per la presidenza della Rai, quella massima veltroniana. Che racchiude in se tutta la filosofia politica del giovane Uolter che adesso vuol diventare grande. Ma è una sincerità di portata ridotta e limitata. Perché la vera stella polare del signor Walter sono i sogni, non le attese e le aspirazioni. Quelle le ha già consumate tutte. Prima nei duelli con Massimo D’Alema e poi nel confronto con Matteo Renzi. Con il primo ha fatto pace, consegnando ai libri di storia fasti e misfatti, con il secondo deve dialogare per forza. Soprattutto ora che c’è un sogno da poter coronare: segretario generale dell’Onu. Alla fine del  2016  il sudcoreano Ban Ki-moon, in carica dal gennaio 2007 al suo secondo mandato, lascerà il posto e secondo la logica dell’alternanza il ruolo tocca nuovamente ad un europeo. E l’Italia è uno dei principali candidati.  Veltroni avrebbe già dalla sua i voti degli africani e la maggioranza dei Paesi del sud America dove ha compiuto un lungo viaggio proprio quando a Roma era in corso la battaglia per il Quirinale. E poi c’è il presente. Il docufilm “ I bambini sanno” che arriva domani nelle sale, ieri sera Tv2000 ha dedicato la prima serata all’ex segretario del Pd che ha aperto alla tv dei vescovi le porte della sua casa romana per un’intervista in cui ha raccontato i piccoli straordinari protagonisti del nuovo film, è un capolavoro di terzomondismo da salotto. . Tanto che all’anteprima si è ritrovato tutto il mondo che conta, solo per incensare Veltroni. Insomma, la stella (politica) di Uolter pare non voler tramontare mai. E anche quando l’ex sindaco di Roma è nell’ombra, la sua stessa ombra lavora per trovare il posto giusto a colui che la proietta sui muri e sulle strade della politica. E dire che doveva ritirarsi in Africa anni fa, cosa che non ha fatto. Così come avremmo potuto ritrovarcelo al Quirinale.  Giusto un anno fa tutti gli addetti ai lavori andavano prefigurando uno schema di gioco ben preciso: Veltroni al Colle, Romano Prodi all’Onu. Le cosi poi sono andate diversamente. Walter continuerà a vedere il Quirinale da lontano, mentre il professore è fuori dalla corsa per le Nazioni Unite. Prima di tutto per ragioni di salute, secondariamente per questioni anagrafiche. Nel 2016, quando ci sarà da sostituire l’attuale segretario generale, Prodi avrà 76 anni. Troppi per un ruolo che richiede dinamismo e presenza di spirito. Però l’ex presidente del Consiglio vuole comunque essere della partita. E così ha deciso di passare a Veltroni il suo bottino di voti e preferenze. Prodi, infatti, oltre agli storici rapporti – anche d’affari – con Francia e Gran Bretagna, ha molti estimatori in Africa, ed è stato di casa a Pechino  per lungo tempo, vantando poi forti legami con la Russia di Putin. Per Walter sarebbe la quadratura del cerchio. E per Matteo Renzi la soluzione a tutti i problemi. Certo, sullo sfondo resta sempre D’Alema. Ma chissà che a sistemare l’ex lider maximo non siano altri per lui….

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