Altro che intesa, è ancora scontro sugli assistenti civici. Solo i ministri Boccia e Speranza col sindaco Decaro difendono l’iniziativa che per i grillini va archiviata

di Laura Tecce
Politica

Non si placano le polemiche, sia nella maggioranza che nell’opposizione, sugli assistenti civici. Che non piacciono neanche ai sindacati (criticissime la Cgil e l’Associazione nazionale funzionari di polizia). Gli unici a difendere l’iniziativa di mettere in campo 60mila volontari per monitorare i possibili assembramenti dell’happy hour resta ormai solo chi l’ha proposta, cioè il duplex Boccia-Decaro e il ministro Roberto Speranza, che li ritiene “un aiuto per i sindaci”. Ma neanche gli amministratori locali sembrano apprezzare l’idea, tanto che il primo cittadino di Foggia l’ha definita “una proposta da avanspettacolo” mentre quello di Napoli, De Magistris, ha già chiarito di non volere nessuna ronda. Laconico il governatore del Veneto Luca Zaia: “Mi sembra chiaro che il progetto non verrà mai alla luce”.

Ma anche il Movimento 5 Stelle è tornato ieri a manifestare il proprio dissenso nonostante i chiarimenti arrivati lunedì in serata da Palazzo Chigi. Anche se, come precisato dal governo, gli assistenti “non saranno incaricati di pubblico servizio e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia”, le perplessità rimangono tant’è che anche ieri se n’è parlato durante un vertice fra Conte, Boccia e la titolare del Viminale Luciana Lamorgese. Intanto proprio il sottosegretario all’Interno, il pentastellato Carlo Sibilia ha chiesto addirittura di archiviare l’iniziativa: “Non ho sentito ancora nessuno parlare positivamente di quest’idea, forse è andata in solitaria. Magari aveva un buon fine ma sicuramente non è stata né spiegata né capita.

Direi che dobbiamo archiviare questa locuzione di assistenti civici e passare oltre. Forze dell’ordine e polizia locale hanno dato tutto il loro supporto sul territorio per tutto quello che si può fare in termini di sicurezza. Voglio ricordare che ci sono stati 14 milioni di controlli da parte delle forze dell’ordine durante il periodo di lockdown. Se il problema è aumentare il livello di sicurezza, allora aumentiamo il numero di poliziotti. Mettiamo tutta la nostra energia per affrontare i problemi di petto parlando di sicurezza e non con dei surrogati che creerebbero soltanto problemi”.