Altro che “Prima gli italiani”. Al Parlamento europeo la Lega si astiene sul bilancio europeo che sblocca i 209 miliardi del Recovery Fund al nostro Paese

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“Con la votazione sul Next Generation Eu voi scriverete la storia”, con queste parole la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen è intervenuta nella plenaria del Parlamento europeo da Strasburgo, che ieri ha approvato il bilancio pluriennale comunitario e il regolamento progettato per proteggere i fondi Ue dall’utilizzo improprio da parte dei governi che infrangono lo Stato di diritto. In base a quest’ultimo, i pagamenti del bilancio dell’Ue possono infatti essere sospesi per i Paesi in cui violazioni accertate dello Stato di diritto compromettono la gestione dei fondi europei: la Commissione, dopo aver stabilito che c’è stata una violazione, proporrà che il meccanismo di condizionalità venga attivato nei confronti di un Governo dell’Ue e successivamente taglierà o congelerà i pagamenti a quello Stato provenienti dal bilancio dell’Ue e allo stesso tempo garantirà che i beneficiari finali non finiscano per pagarne il conto.

Il Consiglio avrà quindi un mese di tempo per votare le misure proposte (o tre mesi in casi eccezionali) a maggioranza qualificata che verranno adottate entro un tempo massimo di 7-9 mesi. Le nuove regole si applicheranno a tutti i fondi Ue in gestione concorrente a partire dal primo gennaio 2021, tuttavia i governi si sono messi d’accordo nel congelarne l’effettività fino al pronunciamento della Corte di Giustizia nel caso in cui (come è atteso) l’Ungheria vi si rivolga per stabilire se il regolamento è legittimo. E proprio per “solidarietà” al leader sovranista Orbán sia Lega che Fratelli d’Italia hanno votato contro la risoluzione politica di maggioranza che interviene sullo stato di diritto.

Ma, mentre il partito di Giorgia Meloni – che nel settembre scorso del partito dei Conservatori e Riformisti europei (Erc) è stata eletta presidente – ha votato a favore della relazione dell’eurodeputato Jan Olbrycht (Ppe) sul Quadro finanziario pluriennale (mentre si è astenuto sull’accordo interistituzionale tra il Parlamento Ue, il Consiglio dell’Ue e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria e nuove risorse proprie) quello di Matteo Salvini (che fa parte del gruppo Identità e Democrazia) si è astenuta anche sul pacchetto economico relativo al Bilancio pluriennale della Ue. Vale la pena ricordare che il pacchetto finanziario per affrontare le conseguenze della crisi Covid-19, negoziato al Consiglio europeo di luglio, vale complessivamente 1824,3 miliardi di euro e combina il prossimo quadro finanziario pluriennale 2021/27 da 1074,3 miliardi di euro e il Recovery Next Generation Eu da 750 miliardi di euro (di cui 209 destinati all’Italia).

Molto duro il commento di Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo “L’astensione della Lega al pacchetto economico europeo che comprende il Recovery Fund è una pugnalata al futuro dell’Italia. Come si fa ad astenersi su 209 miliardi di euro che verranno investiti nel nostro Paese, una buona parte dei quali sono a fondo perduto? Questa decisione è un clamoroso autogol e dimostra quanto ideologiche e prive di progettualità politica siano le posizioni della Lega in Europa. I cittadini devono sapere che senza il governo Conte e il M5s oggi non ci sarebbe nessuna speranza di ripresa per il nostro Paese”, mentre nel suo intervento in plenaria la collega Sabrina Pignedoli ha sottolineato come il M5s abbia espresso tre sì convinti, per cambiare l’Europa: “Sì al Recovery Fund, simbolo di una nuova Europa che scommette sul futuro, sì al bilancio pluriennale e sì alla difesa dello Stato di diritto: sui valori non si negozia”.

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di Gaetano Pedullà

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