Altro che programmi, per Renzi conta solo il potere. Dal Pd al M5S coro di accuse. Gioco sporco del senatore di Rignano per affossare Conte

MATTEO RENZI
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Non è una questione di poltrone. Questo il mantra che Matteo Renzi è andato ripetendo, anche con un filo di sospetta ridondanza, nelle ultime settimane. Invece alle otto di sera i nomi (leggi poltrone che reclama) li fa eccome: “Bonafede, Mes, Scuola (Azzolina, ndr), Arcuri, vaccini, alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro” e aggiunge: “Prendiamo atto dei niet dei colleghi della ex maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del capo dello Stato”.

Tradotto: nessun accordo né sui temi né sul nome di Conte, riproposto da Pd, M5s, LeU e il nuovo gruppo dei responsabili. Altro che rottamatore, distruttore. La rottura è totale. “Renzi aveva fatto richieste sugli assetti di governo ancor prima che fosse dato l’incarico a Conte e poi la rottura inspiegabile”, fanno sapere fonti dem, aggiungendo che voleva pure scegliere i ministri del Pd, e ancora: “Nonostante la disponibilità della maggioranza ad accogliere Iv nel governo, Renzi ha deciso di rompere. Iv non può pretendere di scegliere i ministri degli altri partiti”.

Dai 5Stelle, i commenti sono ancora più tranchant: “Nessuna volontà di aiutare il Paese nel momento più difficile, nessun interesse verso i cittadini italiani o a lavorare per l’interesse della collettività. Da parte di Matteo Renzi sul tavolo c’era solo la questione delle poltrone”, si legge in una nota. Un Paese in balìa degli appetit di Renzi.