Altro che riduzione delle slot. Nuovo rinvio sul riordino dell’offerta Giochi

di Antonello Di Lella
Primo piano

Una cosa sono gli annunci, un’altra i fatti. Era il 5 settembre quando il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, annunciava una svolta epocale per combattere il gioco d’azzardo: “Via le slot da bar e tabaccherie”. Ieri in quello che era un appuntamento importante come la conferenza unificata Stato-Regioni per il riordino dell’offerta pubblica del comparto giochi sul territorio, previsto dalla legge di Stabilità 2016, è arrivato l’ennesimo rinvio. Tanta era l’attenzione per l’argomento che nella conferenza unificata neanche se ne è parlato. “Abbiamo rimandato la discussione”, ha spiegato senza troppi giri di parole il vice presidente della Conferenza, Giovanni Toti. Troppi i punti di frizione tra il Governo e le realtà territoriali. Che non possono essere spazzati via da un semplice annuncio spot. E a quanto pare non sembra possibile un’intesa nel breve periodo come già sottolineato dal coordinatore della Commissione Affari finanziari delle Regioni, Massimo Garavaglia: “La questione durerà ancora parecchi mesi”. Il governo sostiene di voler trovare un accordo con gli enti locali per poi ratificarlo nella conferenza unificata. Il quadro che ne viene fuori mostra un Governo che continua a prendere tempo e le Regioni che spingono per una linea più restrittiva. Qualche dubbio sull’operato dell’esecutivo lo ha espresso l’assessore al Territorio e all’Urbanistica della regione Lombardia, Viviana Beccalossi: “L’annuncio di eliminare le slot machine sembra l’ennesima sparata di Renzi. Mi viene da dire”, ha commentato Beccalossi, “che oggi (ieri, ndr) Renzi ha buttato la palla in calcio d’angolo decidendo di non decidere”.

COSA C’È IN BALLO – Gli interessi in gioco delle parti sono alti. Altissimi. Tra questi i nuovi bandi di gara su scommesse e bingo, la certificazione delle sale e delle offerte di gioco e l’annunciata drastica riduzione delle slot da bar e tabaccherie. Altro punto riguarda la diminuzione della dilagante offerta pubblicitaria sul gambling.

LA PARTITA – Le Regioni avevano sollecitato un incontro urgente anche per affrontare i capitoli lasciati senza risposta relativi all’ambito finanziario dopo il nulla di fatto che si era registrato nella riunione dello scorso agosto. In soldoni ballano circa 9 miliardi garantiti allo Stato dagli introiti del comparto giochi e scommesse. Anche se il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, ha assicurato che non ci saranno ripercussioni sull’erario nemmeno riducendo le slot del 30%. Tra le parti in causa anche gli operatori stanno chiedendo maggior chiarezza all’esecutivo. Roberto Mazzucato dell’associazione Nazionale Costruttori Macchine Intrattenimento, per esempio, si è detto d’accordo sulla razionalizzazione dell’offerta “ma nel rispetto di tutte le categorie”. Ognuno gioca la sua partita. Ma la decisione spetta al Governo. Che per ora preferisce temporeggiare.