Altro che sentenza pilotata contro Berlusconi. I dubbi sono sui testi della difesa. La Procura di Napoli indaga sulle accuse ad Esposito. Strane testimonianze dei dipendenti di un big di Forza Italia

di Fausto Tranquilli
Politica

Più che una sentenza di condanna pilotata, volta a colpire il politico Berlusconi, come il Cav e i big di Forza Italia vogliono far credere sbandierando un audio vecchio di sette anni, forse qualcosa che non è andato per il verso giusto attorno al processo che ha portato anche all’espulsione del leader azzurro del Senato c’è stato, ma con i testimoni a sua difesa. L’ennesimo tentativo di inquinare i procedimenti giudiziari compiuto dall’ex premier? Nel dubbio, come anticipato da Il Fatto Quotidiano, la Procura della Repubblica di Napoli sta indagando.

IL CASO. Mentre Silvio Berlusconi, utilizzando come una clava la registrazione di un dialogo attribuito al giudice estensore delle motivazioni della sua sentenza di condanna sostiene che si trattò di una condanna politica, gli inquirenti campani stanno indagando su alcuni testimoni della difesa del Cav proprio in relazione al procedimento giudiziario conclusosi in Cassazione con la condanna a 4 anni di reclusione per evasione fiscale. Un’inchiesta portata avanti dal sostituto procuratore Maria Di Mauro, che al momento non ha formulato ipotesi di reato e che è stata aperta sulla scorta di un esposto presentato lo scorso 29 maggio da Antonio Esposito (nella foto), il presidente del collegio che pronunciò la sentenza in questi giorni al centro delle polemiche.

Il giudice, ora in pensione, ha chiesto accertamenti sulle dichiarazioni rese da tre testi della difesa, allegate al ricorso presentato dai legali dell’ex premier alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Sono tutte dichiarazioni risalenti al 3 aprile 2014, prima dunque dell’imputazione di Berlusconi, in cui i tre testimoni, tra cui un cameriere e il responsabile del ristorante di un hotel, tutti dipendenti del coordinatore campano di Forza Italia, Domenico De Siano, politico e albergatore, riferiscono di avere sentito Esposito pronunciare parole offensive all’indirizzo del Cav: “A Berlusconi, se mi capita l’occasione, gli devo fare un mazzo così…”. Il giudice Esposito è stato inoltre ascoltato dagli inquirenti lunedì scorso e ha negato di aver pronunciato quelle frasi.

IL PRESSING. La difesa di Silvio Berlusconi intanto non molla. “Su alcuni quotidiani si è prospettato che le dichiarazioni del giudice relatore Amedeo Franco sarebbero state rese note dalla difesa soltanto dopo la Sua morte nel maggio del 2019. Tale indicazione è inveritiera, poiché già nel marzo del 2016 i difensori del presidente Berlusconi avevano notiziato la Cedu della sussistenza delle dichiarazioni del dott. Franco, ponendole a disposizione della Corte”, hanno dichiarato ieri Franco Coppi e Niccolò Ghedini, legali del leader di Forza Italia. I due avvocati hanno poi specificato che lo stesso Cav in numerose occasioni pubbliche precedenti ne aveva dato conto e mai il dott. Franco lo aveva smentito. Per loro non vi è stato dunque alcun ritardo nel porre tale documentazione a disposizione dell’autorità competente, ma solo l’attenzione di non rendere pubbliche nella loro integralità “le dichiarazioni in oggetto per le evidenti ragioni già a suo tempo espresse”.

IN EUROPA. Come confermato ieri dal portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, durante la conferenza stampa quotidiana, l’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen ha infine ricevuto una lettera da parte di esponenti del Partito popolare europeo sul caso giudiziario di Silvio Berlusconi. Tanto per passare come una repubblica delle banane.