Amatrice come L’Aquila. Per la Protezione Civile il sisma di oggi è paragonabile a quello che colpì l’Abruzzo sette anni fa

dalla Redazione
Cronaca

L’infame terremoto è arrivato di notte a colpire la provincia di Rieti. Come a L’Aquila sette anni fa quando il terremoto arrivò alle 3:32. Anche questa volta il sisma ha colpito forte quando erano da poco passate le tre sorprendendo le persone nel sonno e lasciandole senza possibilità di difendersi e scappare. La Protezione Civile parla di un disastro come quello de L’Aquila e a vedere le prime immagini non si può dire altrimenti. “Il terremoto di oggi nell’Italia centrale è paragonabile, per intensità, a quello dell’Aquila”, ha detto il capo del Dipartimento Protezione Civile Fabrizio Curcio. “Un terremoto di magnitudo 6.0 si porta dietro una coda di repliche sismiche sicuramente numerose però non si può escludere che ci possano essere scosse paragonabili a quella principale”,ha aggiunto Andrea Tertulliani, sismologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, “stiamo parlando di un’area ad altissimo rischio. Ogni sequenza ha un suo comportamento particolare – ha continuato Tertulliani – però non possiamo escludere che finisca qui oppure che continui in altro modo”.

A differenza del terremoto che colpì l’Abruzzo questo non ha avuto alcun preavviso. In Abruzzo lo sciame sismico cominciò già dalla settimana precedente a quel 6 aprile 2009. Anche se questo forse vuol dir poco perché è tutta l’Italia a essere terra sismica e a muoversi ogni giorno, quindi una scossa, meglio saperlo, può arrivare da un momento all’altro senza campanelli d’allarme. E in queste ore la terra sta continuando a tremare in più punti. Tanto che basta scrutare il sito dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia per vedere come tutto l’Appennino sia in pieno subbuglio con epicentri vari che si cambiano tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.