Anche la Pivetti si butta sull’asse Roma-Pechino

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di Valentina Conti

L’ultima trovata di Irene Pivetti? Sarà a capo dell’Italy China Friendship Association, il ramo italiano della Chinese People’s Association for Friendship with Foreign Countries. Una delle associazioni diplomatiche più antiche in Cina impegnate ad intrattenere rapporti con i popoli esteri per favorire scambi economici e culturali. Prima Presidente della Camera in quota Lega, poi giornalista, ancora conduttrice tv, star del ballo su Raiuno e pure imprenditrice. Non si può non dire che l’Irene nazionale non si sia saputa reinventare a dovere. Ha provato il talk show come le istituzioni, ha dato una svolta al suo look (ricordato sui tabloid forse più dei suoi interventi politici) e col taglio a zero su tacchi a spillo ha provato i percorsi più variegati. Politica, informazione, spettacolo, imprenditoria. Con la sua associazione “Learn to be Free” si è ingegnata per far sbarcare, poi, un progetto di web tv giovanile con risultati modesti. Ma lei non si è persa d’animo e, forte dei suoi contatti in tutti i campi, si è messa in testa di far nascere una vera Fondazione Italia-Cina, incassando il placet dell’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese, S.E. Ding Wei, che ha incontrato qualche giorno fa. A Roma il 22 giugno, il battesimo ufficiale. Ci saranno istituzioni e volti noti. Un format quello della commistione fra generi che nei politici sta diventando parecchio appetibile: la formula del tentare di fare tutto senza precludersi nulla. L’altra faccia della medaglia di vip, giornalisti e medici che provano il salto in politica. In tanti, infatti, puntano sull’esatto contrario: dalla politica, oggi rapita più da facebook e twitter che dalle piazze, ad altri generi, quando la politica non basta. Scrivendo libri, atterrando su altri fronti, ambendo a ruoli differenti. Insomma, politici tuttofare, alcuni con competenze comprovate mossi dall’estro creativo dirompente per non restare a mani vuote o aumentare le entrate, tanti altri senza le qualità necessarie. Gli esempi non si contano in entrambe le categorie. Da Walter Veltroni, che dopo la sua decisione di non candidarsi in Parlamento nell’ultima tornata, si è concentrato sulla scrittura a Italo Bocchino, trombato in Parlamento che è tornato a fare il giornalista al Secolo d’Italia, come Mario Landolfi, ma anche Daniela Santanchè, insieme politica e imprenditrice di grido nel ramo della disco music e non solo, Vladimir Luxuria, che dopo aver fatto la parlamentare è tornata a sperimentare il suo genere, provando l’esperienza de L’isola dei Famosi, ma pure la radio, passando per Nicole Minetti, che dopo aver fatto la consigliera lombarda per amore del listino si è data alla moda, oltre che lanciarsi in una nuova professione sfruttando ad hoc la sua immagine per inaugurazioni e feste. E la lista è ancora lunga.

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