Anche Micciché sbugiarda Renzi e assicura che per il Colle Italia Viva sosterrà Silvio. I renziani smentiscono, ma l’esponente FI conferma Dell’Utri regista dell’accordo con l’ex premier

Gianfranco Miccichè
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Gianfranco Micciché sbugiarda Matteo Renzi. Il forzista e presidente dell’Assemblea regionale siciliana è stato protagonista della cena di ottobre con il leader di Italia viva all’enoteca Pinchiorri di Firenze dove è stato stretto il patto per le Comunali di Palermo e per le Regionali del 2022. Ora in un retroscena a Repubblica rende noto che il senatore di Rignano gli ha assicurato che per Silvio Berlusconi nella corsa al Quirinale i voti di Italia Viva sono garantiti. E così, dopo la nascita del gruppo consiliare Forza Italia-Sicilia Futura-Italia Viva all’Ars, l’asse tra forzisti e renziani si confermerebbe anche per designare il successore di Sergio Mattarella. Un retroscena che Renzi stesso e la sua creatura si sono affrettati (inutilmente) a smentire. “Oggi leggo su Repubblica che Micciché sa già cosa vota Italia Viva, mi scappa da ridere. I nomi buoni per il Colle sono quelli che vengono fuori alla fine. Con Mattarella è accaduto la stessa cosa. Io penso che serva un percorso”, ha detto l’ex premier. ‘’Anche oggi i giornali pubblicano indiscrezioni su presunti sostegni di Italia Viva a questa o quella candidatura per il Quirinale. Le smentiamo in modo netto e inequivocabile. Chi evoca il nome di Renzi lo fa per una questione di propria visibilità. Ciò che Renzi pensa della corsa per il Quirinale e dell’attuale – difficile – fase politica lo dirà lui stesso nel discorso finale alla Leopolda domenica”, dichiara in una nota l’ufficio stampa del partito. Smentite su smentite insomma che non scoraggiano Micciché.

INUTILI SMENTITE
“Certo che confermo che Renzi avrebbe detto sì alla mia richiesta di votare per Silvio Berlusconi presidente della Repubblica. D’altro canto, chiunque incontro facendo la stessa richiesta, sta dicendo di sì…”, ribadisce il numero uno dell’Ars all’Adnkronos. Il regista dell’asse tra azzurri e renziani per il Colle non sarebbe peraltro Micciché ma Marcello Dell’Utri. Che presentatosi ad Arcore lunedì scorso alla riunione fra dirigenti e coordinatori regionali avrebbe, sempre secondo quanto racconta il quotidiano romano, rassicurato il leader di Forza Italia: “Silvio, stai tranquillo, ho parlato con Renzi: da quelle parti ti vota anche la segretaria”. E che lo stesso Dell’Utri prima del vertice di Arcore abbia incontrato lo stesso Renzi lo conferma ancora una volta Micciché: “Sì, Marcello mi ha raccontato di avere incontrato Renzi. Non so se sia stato un incontro casuale, ma c’è stato”. E sempre l’ex fondatore di Publitalia, che ha scontato una condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato il padrino politico dell’accordo tra FI e Iv sull’isola suggellato nella cena fiorentina tra Micciché e Renzi.

SUGGESTIONI
Un accordo che per ora rimane confinato alla Sicilia ma che scatena suggestioni anche a livello nazionale. Il 26 ottobre, nel corso della presentazione del nuovo gruppo consiliare all’Ars, Micciché ha spiegato che si tratta di “un’operazione che avviene in Sicilia” e che non riguarda le intese a livello nazionale per le quali “bisogna parlare con Berlusconi”. Ma la tentazione di allearsi con i renziani anche a Roma c’è tutta. “Purtroppo c’è stata una gestione non del centrodestra ma del proprio orto e questo ha fatto del male alla coalizione – ha spiegato il numero uno dell’Ars – Ovunque il centrodestra unito ha superato il 50% ma non c’è dubbio che all’interno del centrodestra hanno vinto i moderati”. E l’orizzonte cui guarda Iv è comune a quello di molti azzurri: quello di un polo di centro, moderato e liberale, riformista, isolando sovranisti e populisti. L’asse tra renziani e forzisti potrebbe dare i suoi primi frutti nel caso in cui, così come pare, gli azzurri andranno in soccorso del senatore di Rignano nella Giunta per le immunità chiamata a esprimersi sull’utilizzo di intercettazioni e email nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Open che vede indagato l’ex premier per concorso in finanziamento illecito. “Come il peggior Berlusconi, Matteo Renzi è pronto a dichiarare guerra alla magistratura politicizzata. Intanto la trattativa Silvio-Matteo è a un passo dal dare i suoi frutti. Con Berlusconi pronto a salvare il figlioccio ed erede, che prende soldi dai Benetton e dal governo saudita, nel voto alla Giunta per le immunità del Senato”, dichiara il deputato M5S Luigi Iovino. “Mentre Renzi – prosegue – ha già da tempo messo sul piatto i voti del suo partito per tirare la volata del pregiudicato Berlusconi al Quirinale”.

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