Emergenza sbarchi senza tregua. I 450 migranti arrivano in Sicilia dopo lo scontro tra Italia e Malta

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Non si ferma l’emergenza migranti. Dopo un lungo braccio di ferro, andato avanti per tutta la giornata di ieri, questa mattina è stato completato il trasbordo dei 450 migranti che da ieri erano su un barcone a largo di Linosa. Così 176 persone sono state trasferite sul pattugliatore “Protector” inserito nel dispositivo Frontex, e altre 266 sul “Monte Sperone” della Guardia di Finanza. Già a Lampedusa otto persone, tra donne e bambini, trasferite in fretta per motivi sanitari.

Inizialmente sembrava che le autorità maltesi volessero farsi carico di intervenire, ma forse soltanto a parole. Immediato l’intervento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che su Facebook ha fatto sapere dell’indisponibilità di porti italiani ad accogliere l’imbarcazione. “Sappiano Malta, gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo che questo barcone in un porto italiano non può e non deve arrivare. Abbiamo già dato, ci siamo capiti?”. Poi la situazione si è sbloccata con l’intervento italiano. Anche la Farnesina era intervenuta inviando una nota ufficiale al governo maltese per chiedere un intervento immediato. Poi anche il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, aveva rilanciato: “Malta faccia il suo dovere”.

Intanto le polemiche sull’accoglienza non si placano con Salvini finito nel mirino delle opposizioni. Possibile ha avviato una raccolta firme per chiedere una mozione di sfiducia per il capo del Viminale. “La petizione per chiedere all’opposizione una mozione di sfiducia per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha superato già le 12mila firme a 5 ore dal suo lancio – ha  fatto sapere la segretaria di Possibile Beatrice Brignone – La nostra iniziativa punta a portare in Parlamento la discussione sui comportamenti inaccettabili di Salvini e proseguirà nei prossimi giorni con una mobilitazione che è necessaria contro le politiche inaccettabili del governo. Proprio in queste ore, infatti, altre 450 persone sono lasciate in mare: si tratta dell’ennesima prova di forza sulla pelle dei più deboli”.